HANDBOUND AT THE
UNIVERSITY OF TORONTO PRESS
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COLLECTANEA FRIBURGENSIA
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PUBLICATIONS
DE
L'UNIVERSITÉ DE FR1BOURG (Suisse) NOUVELLE SÈRIE, Fasc. XI
(XX- DE LA COLLECTION)
FRIBOURG (Suisse)
EN VENTE A I.A UBRAIRIE DE l'uMIVERSITÉ I9II
///
IL CANZONIERE PROVENZALE
DI
BERNART AMOROS
COMPLEMENTO CÀMPORI)
EDIZIONE DIPLOMATICA PRECEDUTA DA UN'INTRODUZIONE
A CURA
di
Giulio BERTONI
~3efe0§05~
FRIBURGO (Svizzera)
IN VENDITA PRESSO LA LIBRERIA DELL' UNIVERSITÀ (o. GSCHWEND)
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APR3 1962
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PREFAZIONE
Della preziosa silloge di liriche provenzali, messa insieme sul finire del sec. XIII o all'alba del sec. XIV da Bernart Amoros, monaco alvergnate, rimane, come gli studiosi sanno, una copia dovuta alla mano di certo Jacques Teissier de Tarascon, il quale la condusse a termine nell'a. i58g per conto del letterato Piero di Simon del Nero. Questa copia trovasi parte in una biblioteca fiorentina (Riccardiana, n° 2814) e parte nel cod. N. 8. 4; ti, 12, i3 della raccolta Càmpori (ora nell'Estense). La prima parte (sino a p. 25 1) è stata edita da E. Stengel, in Rev. ci. lang. rom. XLI-XLV (1898- 1902). Mentre si compiva la pubblicazione dello Stengel, la seconda parte fu da me ritrovata e identificata tra i codici della ricca collezione del march. Giuseppe Càmpori. Ebbi la ventura di mettere le mani sul complemento del cod. riccardiano nell'estate dell'a. 1898 e ne comunicai l'indice al pubblico erudito nel Giornale storico della letteratura ita- liana, XXXIX' (1899), p. 118 sgg. Pubblicai poscia i testi unici del nuovo manoscritto (Studj di filoL romanza, Vili, 420 sgg. ; Trovat. minori di Genova, Dresden, 1903 l, Giorn. stor. cit. XXXVIII, 1 sgg.) e altri tra i più importanti ne feci presto seguire (Studj romanci II, 63 sgg.), promettendo di dare la stampa di tutto intero il complemento.
1 Gesellschaft f. roman. Literatur, n 3.
VI
Mantengo ora, col presente volume, la mia promessa. Ilo disposto per ordine strofico i componimenti, che si leggono nel manoscritto a mo' di prosa e ho riprodotto il testo con la mag- giore esattezza per me possibile. Nelle parti corrette da Piero del Nero, in sèguito a una sua collazione con Poriginale allora a Firenze (v. p. XXVI), ho accettato nel testo le letture dell'eru- dito fiorentino e ho rigettato in nota le lezioni preesistenti del copista di Tarascon.
L'attenzione, con la quale ho curato la stampa di questo volume, mi dà la fiducia che la mia riproduzione diplomatica possa essere consultata con sicuro profìtto dagli studiosi.
G. B.
Friburgo (Svizzera), 191 1 .
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VI:
INTRODUZIONE
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INTRODUZIONE
Bernart Amoros, monaco d'Alvergna, vissuto a cavaliere dei secc. XIII-XIV, si è fatto conoscere in testa alla silloge da lui compilata di liriche di trovatori con queste parole, giunte sino a noi insieme alla sua raccolta, conservata in una tarda copia (sec. XVI ex.), che trovasi ora parte a Firenze e parte a Modena 1 : « Eu Bernartz « Amoros clergues scriptors d'aquest libre si fui « d'Alvergna don son estat maint bon trobador e fui d'una villa « que a nom Saint Fior de Planeza e sui usatz luenc temps per « Proenza per las encontradas on son mout de bonz trobadors et ai « vistas et auzidas maintas bonas chanzos. Et ai apres tant en l'art « de trobar q'eu sai cognoisser e devezir en rimas et en vulgar « et en lati per cas e per verbe lo dreig trobar del fals. Per qu'eu « die qe en bona fé eu ai escrig en aqest libre drechamen lo « miels q'ieu ai sauput e pogut. » Afferma poscia di aver emendato con discrezione « Pissemple » che aveva sotto gli occhi e d'essersi trattenuto di proposito dal fare mutamenti e correzioni gravi, per non peggiorare il dettato. Anche laddove egli non è giunto a comprendere il senso di ciò che copiava, non ha « ren volgut mudar », scusandosi col dire che « truep volgra esser prims e
1 Vedasi la nostra « Prefazione ». Inutili sono riescite tutte le nostre indagini per scoprire l'originale di Bernart. Esso trovavasi ancora a Firenze, in mano dell'erudito Lione Strozzi, nel sec. XVI. Di poi, si perdono, come vedremo, le traccie del prezioso manoscritto, uno dei più importanti, se non forse il più importante, fra tutti i codici di liriche provenzali a nostra conoscenza.
« sutils homs qi o pogues tot entendre specialmen de las chanzos « de 'n Giraut de Borneill lo maestre *. »
Dalle linee qui riprodotte risulta che Bernart Amoms non era il primo venuto. Copista coscenzioso, aveva il rispetto della lezione del suo modello o dei suoi modelli e aggiungeva all'amore perla lirica occitanica la bella dote di conoscere bene il provenzale, sua lingua materna, e di aver vissuto nella patria di buoni trova- tori e di aver intese colà molte canzoni. D'altro canto, pare che Bernart sia stato, per i suoi tempi, un uomo addottrinato. In un manoscritto, che meriterebbe d'essere studiato da vicino e con attenzione, è conservata una interessante raccolta di proverbi latini, in versi, la quale si chiude con questa preziosa indicazione :
Anno milleno ter centum ter quoque deno Adjuncto terno complevit tempore verno Dictus Amorosus Bernardus. in his studiosus. Librum presentem, proverbia mille tenentem, Milleque quingentos versus hic ordine junctos 2.
È molto probabile che questo « Amorosus Bernardus » sia per l'appunto il raccoglitore di testi lirici provenzali, e che il
1 Ms. Riccardiano, n" 2814. e. ir. Vedasi Stengel. in Rev. d. lang. rom., XLI (1898), pg. 35o. La stampa di questa notizia preliminare di Bern. Amoros, data dallo Stengel, è esatta, salvo in un punto, dove si legge nutre (s) fail mentre, per essere precisi, il codice ha chiaramente autre s tail, con il t di tail espunto e / scritto sul rigo. Qualcosa avrei da osservare circa il metodo seguito dallo Stengel in tutta la sua pubblicazione della prima parte del nostro canzoniere. Quando si è trovato dinanzi a un vocabolo emendato, lo St. ha accettato la prima lettura e ha registrato a pie di pagina l'emendamento. Ma poiché le correzioni o i mutamenti provengono (come tra poco vedremo) da una collazione di Piero di Simon del Nero con l'originale, è chiaro, a parer mio, che eran da accogliere nel testo le forme ristabilite dall'erudito cinquecentista, molto più esperto, in fatto di antichi mss., del copista che lo serviva, e in nota si dovevan mettere le prime trascrizioni, che sono quasi sempre altrettanti falli di lettura. Talvolta poi lo St. ha registrato la parola corretta da Piero del Nero, accettando l' emendamento, senza indicare la lezione preesistente. Il criterio da me adoperato parmi assai migliore. Esso è già stato indicato nella « prefazione » a queste pagine e l'attento lettore può desumerlo già da queste linee.
2 L. Delisle, Mélanges de paléographie et de bibliographie, Paris, 1880, p. 429. Cfr. Romania, XXXI, p. 160, n. 1.
xi
manoscritto indicato dal Delisle ci faccia conoscere un nuovo aspetto dell'attività letteraria del nostro monaco alvergnate. Il quale, ad ogni modo, più che nella storia della poesia latina medie- vale, occupa un posto ragguardevole in quella della lirica occitanica per la sua silloge perduta e unicamente rispecchiata nella* copia custodita parte nella Riccardiana e parte nell'Estense.
Era una silloge di grande valore, ed è gran ventura per noi che l'erudito cinquecentista Piero di Simon del Nero l'abbia fatta trascrivere da cima a fondo da Jacques Teissier da Tarascon ed abbia, egli medesimo, per gran parte, raffrontata la copia con l'originale. Bernart Amoros raccolse canzoni, discordi, sirventesi e tenzoni e mentre non si die cura di distinguere i primi generi di componimenti, dedicò al genere delle tenzoni la seconda e ultima sezione del suo vario canzoniere l. Nessun dubbio che il maggior pregio della raccolta, che possiamo studiare quasi come se ci stesse sotto gli occhi, consista nella prima parte, in cui molti sono i testi unici o comunque preziosi per le loro allusioni storiche o per la loro lezione; ma anche la sezione delle tenzoni (quasi tutte di carattere amoroso, com'è naturale) offre una piccola messe di nuovi testi e porta un notevolissimo contributo di varianti per la critica dei componimenti già noti. A diminuire alquanto l'interesse di questa seconda parte del canzoniere, concorre il fatto che un certo numero di dibattiti, accolti da Bernart Amoros, compaiono, come presto vedremo, con identica lezione, salvo alcune leggere divergenze, in un altro ms. provenzale, Yatic. 32o8 ims. ()» - : ma le canzoni e i sirventesi, attinti a fonti perdute o, come più spesso
1 Non è improbabile, anzi è molto verisimile, come vedremo, che codesta partizione del canzoniere dipendesse dal modello o dai modelli che Bern. A. aveva sott' occhio. È noto che si ebbero sillogi di tenzoni messe insieme nel corso del sec. XIII o al principio del secolo seguente, rispecchiate, più o meno compiutamente, in vari mss.
2 L'ultima parte del «canzoniere * è stata edita da noi. per questa ragione. in carattere più piccolo, ma, si badi, non con minore cura.
MI
accade, rispecchiate, con variazioni multiformi, in altre sillogi provenzali, conservano il loro grande valore e la loro grande importanza per la ricostruzione critica dei componimenti.
Laboriosissime sono sempre le indagini sulle fonti probabili dei canzonieri provenzali e talora, come avviene purtroppo per la prima sezione del nostro canzoniere, i risultati, a cui si arriva, non sono adeguati allo sforzo dello studioso l. Molti e diversi sono stati i raccostamenti da me fatti ; ma un sicuro filo con- duttore non mi è stato possibile di ritrovare entro un vero labirinto di dubbi e di incertezze. Dubito molto che altri riesca nell'ardua impresa; ma non per questo io vorrei distogliere gli studiosi dal tentarla, per conto loro. Al Gròber 2 è parso che, per non piccola parte del canzoniere, il nostro Bernart Amoros abbia tratto profitto da una grande compilazione, che si può chiamare a e che fu utilizzata da altri trascrittori di sillogi pro- venzali 3. Oltre a questa fonte, altre raccolte sarebbero state a disposizione del monaco alvergnate, come m (una delle fonti del ms. M) 4, [~~ (una delle fonti di V e di p) 5 e x (una delle fonti che sono riflesse, direttamente o no, in IK) 6.
Le conclusioni del Gròber sono utili, nel loro complesso, come quelle che orientano un poco lo studioso; ma è giuoco- forza confessare ch'esse s'infrangono contro barriere insor- montabili, quando si estendano le ricerche e si moltiplichino
1 Per poche sillogi si ottengono risultati sicuri, o quasi, come quelli da me esposti per G Q nell'introduzione al ms. Q. Godo di poter qui annunciare che la stampa di G, con la quale manterrò l'impegno assunto di dare in luce i due manoscritti, non si farà attendere a lungo.
2 Romanische Studien hgg. v. Bòhmer, II, pp. 5o4~5io.
3 Gròber, op. cit., p. boy : « Nichtsdestoweniger sind die Quellen von A8 (così « designa il Gr. il canzoniere di B. A.) nicht ganniteli unbekannt. Eine der vornehm- « sten unter ihnen ist die umfangreiche Sammlung a, sie ist vielleich, die von Bernart « Amoros mit dem Worte issemple bezeichnet wird ».
4 Peirol ( AS l67> l68, l6g- ì?2'
{ Mg' fol. iog1'. io8b. io8b... 112»
5 Ecco gli specchietti dati dal Gròber :
|
i73. 174". ni1». in1'. |
I741'. 1 1 1 b. |
|
( As p. 1 32.. dltlV f. .32.. |
8. 9. i5. 14 |
Asp. (i.. 44. 45 ( A» p. 125.. 1. 2. „ „ ... Asp. i32.. 8. 9.. 25. 2b
G.d. Borneilh { .-. % c ** \ P. d'Alv. Tr \, _ G. Faidit _, *. „ ,
{ V f. 76.. 24. 25 (V t. 79.. 4. 5. I V f. i32..ì5. 14.. 9.10.
6 Sopra tutto sono da citarsi i testi di L. Cigala e B. Calvo dati nello stesso
ordine da IK e dal nostro canzoniere.
XIII
i raffronti l. Nello studio dei rapporti del canzoniere di Bernart Amoros con altri manoscritti di liriche occitaniche, è ormai mio convincimento che si debba procedere per singoli testi o tutt'al più per gruppi di componimenti. E in verità, anche applicando questo principio, ben di rado si può giungere a risultati sicuri; talvolta si arriva ad ottenere una probabilità, che s'avvicina alla certezza, ma la certezza assoluta non si ottiene quasi mai. È, per questo rispetto, il nostro canzoniere, una delle sillogi più carat- teristiche, che si conoscano, di antichi testi provenzali. Ciò che credo tuttavia di poter affermare, con una certa tranquillità, è che Yissemple, al quale il nostro monaco dichiara di avere attinto, deve essere stato un'ampia raccolta imparentata col ms. del Conte di Sault 2, anch'esso perduto, o fors'anche il ms. medesimo del Conte di Sault, ovvero l'originale di esso manoscritto. In codesta ricca collezione di liriche trovadoriche, utilizzata dal Xostradamus, si leggevano poesie di poeti, che non compaiono che nel nostro canzoniere. E le affinità tra le due raccolte è tale e tanta, da quanto si può congetturare, che per gran tempo si credette che esse fossero una sola e identica cosa 3. Se il ms. di Bernart Amoros non rispecchia interamente codesta perduta silloge, egli è certo che ce ne fa conoscere, direttamente o indirettamente, una non piccola parte.
1 Basterà ch'io citi un caso. Scelgo un componimento, tra quelli indicati dal Gròber, A- i e lo paragono con V4 (Cfr. Zenker, Peires v. Alv., p. 1241 v. 10 V dau- tracujat A' loutracujat : v. i3 V el be ue^em, As et bes u. : v. 26 V nous, V non : v. 3o V aquet, A« agues ; v. 32 V Quen patte dora, \- Qen orai^on : v. 45 V egremir, vscremir, ecc., ecc. Certo, qualche rapporto esiste tra i due ms. : ma chi potrebbe dire attraverso a quali e quanti intermediari il componimento sia passato, prima di finire in A" e in V ? Altrettanto si dica per gli altri testi e gruppi di testi indicati dal Gròber. A me ricorrono alla mente alcune parole scettiche di P. Meyer (Romania. VI. 476) circa i risultati, a cui si può arrivare, in seguito a grandi sforzi, per la Classificazione dei mss. provenzali a noi pervenuti. Le indagini del Gròber mostrano però che in qualche caso le ricerche di questo genere sono coronate di successo; ma troppo spesso si è obbligati a navigare nel mare delle ipotesi e non di rado non si giunge alla riva, e ci si dibatte tra i flutti irosi. Per non naufragare miseramente. conviene allora abbandonare l'audace tentativo e ritirarsi di nuovo sulla sponda.
■ Sul ms. del Conte di Sault, vedasi P. Meyer. Les derniers troubadoiirs de la Prn)>., in fìibl. de l ' école des Chartes, XXX, p. 204-.S.
8 A mostrare che si tratta di due manoscritti diversi, venne poi C. Cham liev. d. Lang. rotti., S. 111. T. IX. p. 22.
Ma, quasi sicuramente, il monaco d' Alvergna ebbe tra mano altre raccolte. Tutti i componimenti di Lanfranco Cigala (nn1 126-143) e di Bonifacio Calvo (nn1 144-160) furono copiati dalla medesima fonte, a cui si collegano, per questi due poeti italiani, i mss. I e K. L'ordine dei testi è il medesimo e anche la lezione ne è, come è naturale, simigliantissima x. Vero è che questi testi potevano altresì essere nel ms. Sault. Anche i componimenti di Daude di Pradas mostrano alcune notevoli somiglianze con la lezione che ne è data dal ms. A. Qui però non abbiamo lo stretto rapporto, che si nota con I K. per Lanfranco Cigala e Bonifacio Calvo; ma le attinenze fra i due canzonieri sono tuttavia tante da rendere legittima la supposizione che i testi di Daude in A e in a si riallaccino, senza un gran numero di intermediari, a un'unica fonte. E per vero, le concordanze, che si notano nell'ordinamento di alcuni testi, per questa piccola sezione dei due mss., hanno già una loro speciale eloquenza :
a, 237; 238 = A, 352 ; 353 a, 240; 241 = A, 354; 355
1 Per L. Cigala, vedasi una mia « nota » in Studj medievali, 1910, fase. 4; e per il Calvo, si cfr. alcune mie correzioni in Rev. d. lang. rom., 1910, p. 99. A ragion d'esempio, confronterò le prime strofe del componimento 282, 17 :
(K, e. 761; I, e. 92". Le lezioni Cod. Càmpori, p. 388.
di I tra parentesi) (cfr. p. 224)
Oj maire (mare) fillia (filla) de dieu. Ai maire filia de dieu e dels angels
Edels angels reina cui mare eluc ema- reina cui mare e lue e matieu. chascuns
thieu (ematheu) chascuns sains aclina. sains aclina. gardatz mi larmael cors mieu.
Gardatz mi larmel cors mieu. Flors de flors de roza ses spina, deu prejan. qe no
roza ses spina. Deu preian que no segon segon morc enian man iutgan. mas segon
mon enian. Man iutgan. Mas segon sa sa morte gran, [prejan cavato da precari
merce gran. e iutgan da i ut gain].
Quieu (Queu) ai fag dels pechatz Qieu ai fag dels pechatz tanz per
tan. Per ma folla follensa. Que sieu uiuia ma folla follenza. qe sieu uiuia milanz en
mil an en aspra penedensa. Tant fai lo aspra penedenza. tant sai los fallimenz
faillimenz granz. Queu non agra guirensa. granz. qieu non agra guirenza. sab merce
Sab merce deus nom perdonem rete non deus non perdon em rete, nom per me.
per me. Qen (Queu) non ai fag lo per que. qieu non ai fag lo per qe.
Quieu (Queui soi fals emensongiers. Qieu soi fals e messongiers. enuejos
Enueios eraubaire. et ab autrui molliers e raubaire. et ab autrui molliers faillir.
faillir non doptei gaire. ecobes emal par- non doptei gaire. e cobes e mal parliers.
liers. Fui erìns galiaire. Engres si en trobes sui e finz galiaire. engres si eu trobes cui
cui enianes. Per qades per tot aitai mi cofes. enianes. per qades per tot aitai mi cofes.
XV
Sopra tutto poi giovano a illuminarci, per questo rispetto, le lezioni dei componimenti. Nel testo 238 (a ragion d'esempio) corrispondente ad A, n° 353, si avverte in entrambi i manoscritti l'assenza del medesimo verso nella strofe II :
a A
ben sai qe ia non aurai mas lenueia. ben sai que ia non aurai mas lenueia.
e mo cossen sos amoros semblanz e me conssen sos amoros semblans.
E nell'uno e nell'altro codice non vi ha alcuna lacuna. Ma, se discendiamo ad esaminare dettagliatamente il medesimo testo e lo sottoponiamo a un minuzioso confronto, non tardiamo ad avvederci che le varianti sono tali da toglierci il sospetto che i componimenti di Daude risalgano, nelle due sillogi, a una fonte immediata : v. 4 per so qe mais (A, per que iamais), auenir (A, car tener): v. 12 qieu dels dreit^ oeils (A, queu lesgardes dreit^ huoills) : v. 18 ges pos amors (A, ges de ioi qanj : v. 24 le dan-y (A, comans) : v. 25 Ies (A, la); vv. 3i-32 tot atressi con sin leva denan^. e magues pres per amie en bai^ant\ (A, emagues pres per amie en baisans. si cum dompnas recebont fìn^ amans).
Abbiamo dunque (anche laddove il nostro canzoniere mostra per più chiari segni di orientarsi verso una tradizione rappresentata da testi a penna a noi noti) abbiamo dunque divergenze non lievi. Parentela esiste, non v'ha dubbio; ma si tratta di parentela lontana, il cui grado non è facile determinare. Qualche fiotto di sangue straniero è venuto ad immettersi anche in quelle arterie che pulsano e danno vita alle parti più somiglianti dei due canzonieri.
Se ci si presenta sotto specie di una vera foresta spessa di dubbi lo studio delle fonti della prima parte del nostro canzoniere, non altrettanto possiam dire, per fortuna, quando ci accingiamo ad esaminare le tenzoni. Qui siamo su terreno più sodo, ma non del tutto piano e sgombro d'inciampi di varia natura. Abbiamo però un sentiero ridato, sul quale ci metteremo senz'altro. Le tenzoni occupano, nella copia Càmpori, le pp. 528-61 5 e sono precedute dalla seguente didascalia : D' aissi enan son eserkhas
Wl
termos de donas e de caualiers ecc., la quale (diciamolo di pas- saggio) ricorda assai da vicino le parole che si leggono in testa ad altre raccolte di tenzoni, come a quella di A, e. 177* (D'aissi enan soìx escriutas las tensons que son en aqest libre, cfr. De Lollis, Studj. di JiloL rom., Ili, 546.) Al Gròber non i sfuggi il singolare e significativo accordo che presenta l'ordine delle tenzoni nel ms. O3 e nel canzoniere di Bernart Amoros. Egli conosceva soltanto l'indice di a, conservato nel ms. riccardiano 2814 ed edito dal Bartsch, Jahrb., XI, 1 5-i 7 l. Dovè perciò lavo- rare sopra un materiale quanto mai incompleto, mentre oggi, in sèguito al trovamento del cod. Càmpori, si possono istituire tutti i raffronti desiderabili non soltanto per ciò che spetta all'ordina- mento delle tenzoni nei due mss., ma anche per ciò che concerne la lezione dei componimenti.
Le conclusioni del Gròber (Rom. St. cit., pp. 432-433) possono essere riassunte così :
i° Alcune delle tenzoni di O3 e di a (così si indica, come è noto, la copia Càmpori) presentano nei due codici lo stesso ordinamento.
20 Fonte di O3 fu la stessa silloge di Bernart Amoros, sicché possiam dire che O3 e a, per ciò che spetta alle tenzoni, sono copie fatte a distanza di tempo di un medesimo originale. Gioverà ripro- durre le parole stesse del Gròber (p. 432) : « die Hàufìgkeit der « Uebereinstimmung der Liederfolge erweist die Richtigheit « der Annahme einer gemeinsamen Quelle fur O3 a. » E più sotto : « Die gemeinsame Quelle darf man in Bernart Amoros « Sammlung selbst erkennen. » O3 è piuttosto un largo estratto; a è copia completa.
1 È noto che il ms. ricc. 2814 contiene un registro dei poeti, i cui componimenti si leggono sia nel ms. riccardiano, sia nel complemento Càmpori. Il registro fu ristam- pato dallo Stengel, Revue, cit., XLV, p. 271. Ecco il risultato di una mia collazione. L'indice non è della mano di J. de Tarascon. N° 76. La contessa, 1. 'li e: n" j5 Nai- meric (ms. Nauneric) ; n° 85 leidier (ms. loidierj : i3o Po/ols (ms. Poiols); i nn' 146-155 si trovano nell' indice dopo il n" 174, ma è certo che il loro posto è, come ha ben visto lo St.. dopo il nome di Bermon rascas ; 171 Ricaliti honomel (non bonomel) ; n° 173 Arraut (errore di stampa per Arnaut). Per le tenzoni, è da osservare che il ms. non ha veramente guionet, ma giuonet. Anche Vaquier è scritto senza V u.
XVII
A convincere il lettore della giustezza della prima conclusione, basterà riprodurre qui lo specchietto delle concordanze, sulle quali ha richiamato l'attenzione degli studiosi lo stesso Gròber i :
O3 1,2 3 , 4 , 5 , 6 , 7 , 8 , — , 9, io, ii,
a [8, 19 ||56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, r,4, 65,
O3 12, i3, 14, i5, — , 16, 17, 18, 19. 20, 21,
a 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74., ||i2, i3,
O3 22, 23. 2. a 14, i5.
Da questo specchietto risulta già che i rapporti tra O3 e la molto più copiosa silloge di Bernart Amoros nella parte costituita dalle tenzoni sono strettissimi. Se passiamo all'esame delle va- rianti, vedremo che le affinità dei due codici non sono smentite dal testo. Confrontiamo, ad es., O3 1 = a 18 (= 293) :
Str. I. O3 ha eschau%et% e a ha e chau^ety. Str. II. ()' lo cor, a lor cor. Str. III. O3 eu attrai, a e aurai: O8 deffan, a defan : O3 cane iorn, a can iorn : O3 precs, a pres : O3 ieloria, a ieloria: O3 bem, a ben. Str. IV. O3 trach auan, a trach auran. Str. V. O3 dona, a domna: O3 son don, a son drut : O3 com nauial, a comtrauial. Str. VI. O3 cil grieu, a eil grieu ; O3 eil tormen, a el turmen ; O3 qa son, a qe son. È da notarsi che queste varianti si lascerebbero tutte spiegare come trascorsi di copia per parte dell'uno o dell' altro amanuense. Così r per $ in O8 (ielo- ria). tr per n in a (comtrauial), ecc. ecc. Mal si potrebbe decidere, fondandosi su casi come eschau^et^ : e chau-^et^ : cane : can e eil :
1 II cod. () fu edito diplomaticamente da C. De Loliis, ili Atti della R. Acade- mia dei Lincei, classe di Scienze morali, stor. e filol., Voi. Il della S. IV (iS8<>), P- 4 Sgg.
2 Si noti che le tenzoni di a sono citate da noi col numero d'ordine dato dal Gròber. Corrispondono ai seguenti nn' della nostra stampa: 18-19 =- 293-294; 3Ò-74 = 331-349 I nn' i2-i5 hanno nella nostra edizione i nn' 287-290. Inutile dire che i numeri del Gròber sono quelli che spettano alla tenzoni, nell'ordine loro, consi- derate disgiunte dalla restante parte del canzoniere.
11
\\ 111
ciL se si tratti di due testi discendenti da un solo modello o copiati P uno dall'altro.
Su per giù, si può dire altrettanto peri testi seguenti. Fissiamo l'attenzione su ()32 = a 19 (= 294), e registriamo le varianti che richieggono il nostro interessamento. Str. I. 02Gaucelin, a Gaucelm : 0* causig al pe, a lautre causi gal pe. II. ()3 meu, a mou. III. O8 nuilL a nuli; O8 La mors, a lamor. IV. O3 del pe, a de pe: O3 aitals. a a ta/s: V. O3 #e/ s*a a gè «a; O3 mainta, a maintas. Vili, na guillerma de ben angues, a na guiliellma de ben augues. IX. ()'• ad gai, a ab gaz. Sono varianti, che possono tutte essere spiegate come errori di trascrizione. In O3 manca (Str. I.) lautre, e ciò può essere effetto d'una negligenza del copista, così come possono essere leggere trascuratezze : qel : qe : del : de: ad: ab. In 033 = a 56 (= 331) abbiamo alla strofe I : don moua tan de (in O3) e qen moua tan (in a) e in 034 = a 57 (= 332) troviamo (Str. I.) neguna utruchai^on (O3) e neguna trichai^on e alla Str. IV : O3 sapchom espagna, a sap qom en espagna. Dato l'accordo costante che si verifica tra le due sillogi persino nelle particolarità grafiche, nessuno vorrà dare troppa importanza a queste divergenze, le quali possono essere nulla più che tenui sostituzioni di un copista, sostituzioni più o meno legittime e quasi incoscienti consigliate qualche volta dal pensiero, che ha tradito, come talora accade, l'occhio. Riportiam ora, per maggior chiarezza, tre strofe del testo di 036 e a lato poniamo le varianti di a 59 ( = 334).
Cozin ab uos uoil far tenzon. edigatz mi sa uos erbon. cuna domnab bella faizon. uos colgab se. per tal razon. qe laisses manen- tia.
En gaucelm se deus beni don. ben dom
per nulla dòpna ius del tron. non domna
laisserai alar mon pron. anz uo- il esser rics hom qom {on. que rie h. qe son pecs ab cortezia. Cozin per domna ual hom mais.
XIX
enes plus cortes eplus gais. en cortess gais manca.
fai hom guerra et essait^ esauia sai et essais
dauer mil fais. ala mort noil ualria.
Anche queste varianti non potrebbero essere che divergenze di copia ; sicché l'ipotesi del Gròber che O3 e a nelle parti comuni provengano da un stesso originale (quello di Bernart Amoros) parrebbe uscirne confermata. Se non che, le sta contro un fatto molto importante. Il ms. O fu scritto in Italia nel sec. XIV, anzi al principio del sec. XIV (De Lollis, p. 5) ; e il canzoniere di Bernart Amoros fu messo insieme in Provenza negli ultimi anni del sec. XIII o all'alba del secolo seguente. Noi sappiamo che nel sec. XVI la silloge di Bernart era a Firenze, in possesso di Lione Strozzi 1, dove fu fatta copiare da Piero di Simon del Nero ; ma difficile pare, a tutta prima, ammettere che essa si trovasse già al di qua delle Alpi nella prima metà del sec. XIV. La cosa non è impossibile; ma si presenta come alquanto improbabile; sicché l'ipotesi che tanto il manoscritto di Bernart Amoros quanto O3 provengano, per ciò che concerne le tenzoni, da uno stesso originale (e non l'uno dall'altro) si affaccia subito al pensiero e richiede d'essere esaminata.
Bisognerà dunque riprendere l'esame delle varianti. Fissiamo gli occhi su O3 17 = a 72, (= 347) che è una delle tenzoni, se ho ben visto, che meglio varrebbero ad appoggiare questa seconda ipotesi. Egli è vero che la frase tos afaires esnien^ della strofe I compare scorrettamente in a : los afaires esment^ : egli è vero che nella strofa II ad eu ia di O3 corrisponde in a un eu ni: ma ognun sa che un ia di scrittura semigotica può essere talora, per sbaglio, trascritto nelle copie per ni e quanto a m per ni (mentsQ, inutile è fermarci a notare la causa dell'errore. Particolarità ed
1 Nel ms. riccardiano 2981 Piero di Simon del Nero registrò alcune varianti di un ms.. ch'egli chiamava L. S. (= Libro Strofi) e che è appunto il canzoniere di Bernart Amoros (cfr. Stengel, Revue des langues romane», XI. 1, ^49 e XLII, 3o5, n.i. Vedasi 1' « appendice » a questo volume. V. p. 447, n. 2.
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errori, che meritano altresì d'essere ricordati, sono i seguenti : 0*2 e a 19 1= 294» nella str. V hanno entrambi ^o (= son) e alla strofe Vili del medesimo componimento mentre O3 ha el ben paruetij a ha es ben paruen con un -s che è stato ricavato da un /. Siccome si sa che il correttore di a, cioè Piero di Simon del Nero, fece la sua revisione con il ms. di Bernart Amoros sotto gli occhi1 così si potrebbe pensare ch'egli abbia visto, agguzzando la vista, nell'originale un es (con s lungo) laddove il suo copista aveva letto el. Curioso è perciò che el si trovi in O3. Oltre a ciò, è notevole che 084 e a 5j ( = 332), al v. 1, abbiano tutti e due granda per gracida e che a 5y (Str. I.) abbia un comoan (O3 com- dan) con un 0, che è certamente una cattiva lettura di un d. Così saranno cattive trascrizioni di a : nem, per uenra di O3 nello stesso testo (Str. Ili) e me dia (O3 un dia) in a 63 (= 338), str. III. Insomma, tutto porta a credere che le tenzoni di O3, proven- gano dal manoscritto di Bernart Amoros per via diretta ; ma se qualcuno volesse pensare a un'altra ampia raccolta di tenzoni, dalla quale siano direttamente derivati il canzoniere del monaco alvergnate per un lato e il vaticano per l'altro, io non saprei opporre argomenti del tutto decisivi. Nell'uno e nell'altro caso, le affinità di O3 e a sarebbero, com'è naturale, strettissime, ma nel secondo i due codici aiuterebbero a ricostruire l'originale tenuto sott' occhio da Bernart Amoros ; mentre nel primo essi non gioverebbero che a darci la lezione del canzoniere messo insieme da Bernart. Quanto a me, senza essere giunto a trovare argomenti capaci di togliere ad altri ogni dubbio, sono portato, per mia impressione, ad accettare l'ipotesi del Gròber e a considerare O3 come una copia parziale del canzoniere di B. Amoros. Bisognerebbe allora ammet- tere che il ms. di Bernart avesse presto passato le Alpi. E ciò non è punto impossibile. Comunque sia di tutto ciò, è certo che la silloge dell' alvergnate fu messa insieme non prima del 1270 circa, poiché contiene alcuni testi concernenti la battaglia di
1 Ch'egli rileggesse i testi di a con l'originale alla mano, è cosa sicura, come ho dimostrato in Studj romanci cit., II, p. 63 sgg. E vedi p. XXVI, 11. i5-20.
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Benevento e di Tagliacozzo (1268) * e conta fra i suoi poeti, il genovese Bonifacio Calvo vissuto sino verso il .1270. Siccome non contiene B. Zorzi, così si può pensare ch'essa sia stata compilata verisimilmente negli ultimi anni del sec. XIII, ma non vi sono dati per toglierci di arrivare sino ai primi anni del secolo seguente. La troviamo alla fine del sec. XVI a Firenze, di modo che essa viene a sottrarsi, per tutto il trecento e il quattrocento e per gran parte del cinquecento, alla nostra curiosità. Apparsa poi all'orizzonte, si inabissa di nuovo nell'oscurità ed oggi la lamentiamo perduta.
* * *
Neil' a. i58o,,a richiesta del letterato fiorentino Piero di Simon del Nero, Jacques Teissier de Tarascon finì la copia di tutto il canzoniere di Bernart Amoros. Era allora, questo canzoniere, in possesso di Lione Strozzi e a disposizione di Piero del Nero, il quale ne riportò in due altri suoi manoscritti provenzali (c'A e Fay le varianti di 38 componimenti 2 e fece copiare la restante parte della silloge da qualcuno nato oltre le Alpi 3, forse sperando di averne una bella e intelligente trascrizione.
Povero Piero del Nero! Se veramente egli ebbe questa spe-
1 Così il testo di Galega Panza[no] n" 264, così quello di Peire de Chastelnou (n 269). Quest'ultimo, nel quale Carlo d' Angiò è felicitato per avere, a Benevento, vencut en camp lo rei Man/re (v. 14) pare essere stato composto dopo Tagliacozzo. Jeanpoy, Un sirventès contre Ch. d'A., in Ann. d. Midi, XV, 19 (dell'estr.).
- Stengel, Rei', d. I. rom. cit., XLI, 349.
8 La descrizione del complemento conservato tra i codici Cam pori è già stata data da me nel Giorn. stor. cit., XXXIV, 118. Ripeterò qui che il ms. Càmpori constava di tre fascicoli, che furono rilegati insieme nel 1905 e sono ora segnati
| ; 11, 12. [3. Nel catalogo a stampa (1886), i tre fascicoli avevano i nn'. App. 404; 427 e 426. In capo al complemento si legge : Jaques Teissier de Tarascon. sieur \ de Lansac. moitie frances et moitie \ prouensal. pour acheuer la rime. | et seruiteur du segnior piero del nero \ en lannee mil cinq cens huitante neuf \ ou Jacheplis un beu chapeu neuf \ pour rimer tousiours. Le ultime tre linee sono cancellate. Jacheptis è un perfetto (inf. achepler : ma la forma acheptis mostra d'essere analogica e rifatta sui verbi in -ir). Il nostro autore, arrivato a neuf. vuol trovare, celiando, una rima e la trova aggiungendo la notizia che ha comprato un capello Egli vuole rimer tousiours !
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ran/.a, non dovè tardare ad accorgersi che V « estrema dea » si presenta spesso ai mortali cinta dell'aureola luminosa di mille illusioni pronte a cadere ! Jacques de Tarascon, che si confessava bizzarramente « moitie frances et moitie prouensal », conosceva quasi l'antico provenzale meno del letterato fiorentino. Eseguì perciò una copia assai infelice, ma, per fortuna, a malgrado di moltissimi errori, assai fedele, cercando di riprodurre alla meglio le lettere del modello laddove non riusciva a comprenderlo. Tra- sformò, così, qua e là, in veri mostri parecchie espressioni della silloge di Bernart Amoros ; non riuscì a decifrare molti vocaboli; sbagliò nella risoluzione di parecchie abbreviazioni ; ma s'industriò sempre di riprodurre, bene o male, il suo modello e non intervenne mai con sue correzioni e con sue proposte. Eseguì dunque una copia, come si diceva testé, infelice, ma preziosa per lo studioso, il quale, attraverso alle mostruose letture del copista, può risalire talvolta con sicurezza alla lezione dell' originale. Non di rado, la buona lezione è data dalla collazione di Piero di Simon del Nero, il quale, ricevuta la copia, giudicò opportuno emendarla compa- randola colla silloge del monaco d'Alvergna; ma bene spesso l'errore del copista rimase, a malgrado della nuova lettura di Piero, e qualche volta il risultato della collazione fu di peggiorare la trascrizione. Ciò è accaduto però molto di rado e quasi eccezional- mente.
Non dobbiamo tuttavia imaginarci che la lezione dei compo- nimenti nel canzoniere di Bernart fosse perfetta. No, certo ! Oltre i grossolani errori di Jacques, abbiamo molti guasti profondi e difficilmente correggibili, i quali risaliranno certo all'originale.
Lascio ai futuri editori dei nostri testi il compito di raddrizzare per via di congetture o col confronto di altri manoscritti, la lezione del nostro canzoniere, bastandomi di richiamare qui sotto e più oltre l'attenzione del lettore su pochi casi 1, i quali possono già
1 Trascelgo tre componimenti (nn' 6, 213, 225 della presente edizione) e mi industrio di cavare dall'errore del copista la lezione del ms originale — N° 6 (En Gui d'Uissel, Si beni partes mala domna de uos) v. 26. Mancano tre versi, i quali si leggevano, quasi certamente, nell'originale. Il copista, arrivato a brug\, ha saltato coli' occhio a un brug!{ che si trovava poco dopo. Si cfr. la lezione di A : ca dompna
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darci un'idea assai esatta, degli errori di copia commessi dall'ama- nuense cinquecentista e anche dei guasti del modello dovuto alla penna di Bernart Amoros.
Jacques de Tarascon (già l'abbiam detto) non era un abile lettore. Scambiava facilmente lettere o gruppi di lettere con altri graficamente somiglianti, senza riguardo al senso e alla deforma- zione che per tal modo subivano per sua colpa i vocaboli e talora le frasi. Qualche volta poi non riusciva a capire; ma qualche volta, bisogna confessare che non si curava di capire, quasi ricopiasse macchinalmente il modello, sforzandosi di riprodurlo il più fedel- mente possibile, senza darsi la briga di intenderlo. Trovandosi, ad esempio, in presenza di un m forse maiuscola (cfr. p. 38g, n. 8), di scrittura semigotica, quale doveva essere quella di Bernart Amoros, egli, anzi che sottoporsi alla leggera fatica di interpretare
taing ben esquivar. lobrui dels fals deuinadors. que per un mal diteti, que dun semblan sempren. sen leua us bruita tant grans camors ensembla engans. Noto che tari grant-y va stampato alla fine del penultimo verso. Nel ms. non si ha alcuna lacuna, v. 44 si aibs. Errore di J. d. T. Nel ms. A abbiamo : si lai. — N 213 iMonges de Mon- taudo, Aissi con cel qes en mal segnoratgej : v. 5. Mancano quattro sillabe (forse esse mancavano già nell'originale) probabilmente : sobre seignnr. Cfr. O. klein, Die Dichtungen des Monchs von Montaudon, Marburg. i885, p. 74. Gli altri codici hanno poi usatge, anziché uisatge. v. io aman. La correzione in amam si impone. Quanto a fors, si noti che è dato anche nel ms. C. Gli altri codd. hanno fort, da accettarsi. v. iti. qes uers. Corr. qestiers, perchè-/?- dell'originale sarà stato preso dal copista per un u. v. 18. Mancano quattro sillabe : [Qu' eu ai ab leis, (Klein)], v. 20. In tro dovrà nascondersi un no, forse perchè il copista avrà letto n per tr. v. 23. esfort^. Correggi e leggi : estorta con gli altri codici, v. 24. quem. Leggi quom. Anche qui. come in altri casi, l'amanuense ha preso un 0 dell'originale per e. v. 3i. uiatge. Dal confronto con gli altri codici risulta la lezione guiatge. v. 2. deran. Leggi : denan, con n dell' originale divenuto r nella copia di J. de Tarascon. v, 42. ren c'è di più. v. 47. comania. Leggi : romania. v. 5o. ieu uos. Leggi : ieus. v. 5i. Sei. Il copista ha preso un .v per un /. Leggi : Ses. v. 53. Manca gen alla fine del verso, v. 57. meit. Cancella il -/ e leggi : li mei. v. 60. Leggere e plus mors qe[m soi v ia.
N" 225 (G. Adesmar. Aon pose esser sufferi ni atenduti. v. 4. en àeiofì li prat, Bisogna leggere uerDEioN. v. 6. qen. Legg. qem. v. 16. lont legg. Ione* v. 32. près. Forse nell'originale si aveva pros. v. 3i). giti lesclia-;it e leg. Corr. grùs escha tìt e le (A. v. 49. Vi (A : irai) forse nell'originale ir ai. v. 5o. tteirera. Corr. uirera. v. 5 1-52. A : eia neguns noni demandet^ pcvque. qe ia per uos nmi serai decelat^ tStudJ, III. 337). Come si vede, il confronto con altri codici giova moltissimo, il che è naturale, per scoprire l'errore del copista, quand'esso non balzi agli occhi evidente. E più fàcilmente giungeranno a riconoscere i tàlli del ms. 1 futuri editori critici di questo o quel testo della nostra silloge, quando la le/ione di lutti 1 mss. noti stia loro sotto gli occhi.
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codesta lettera, che gli resisteva senza gran ragione, si limitò a copiarla tale e quale la vedeva nei suoi elementi e scrisse una specie di g a cui aggiunse un semicerchio, mentre, con un po'di attenzione e per via di qualche confronto, avrebbe facilmente potuto risolvere il piccolo problema. Questa sua gretta abitudine di copiare senza pensare, non è senza importanza per noi. Ripeterò anzi che per essa, la copia di J. de Tarascon acquista un grande pregio, perchè attraverso agli errori di trascrizione si può molto spesso risalire alla lezione originale. Siamo fatti certi, in virtù di codesta sua abitudine, che il copista di Tarascon non si è mai presa la libertà di modificare o alterare il suo modello ; sicché si può ritenere che, astrazion fatta dalle storture della copia, il ms. Càmpori rispecchi con fedeltà il canzoniere di Bernart Amoros.
E quali sono queste storture ? Cercherò di darne conto in breve, per facilitare agli eruditi lo studio del manoscritto. Conviene però notare di nuovo che talora Terrore dell'amanuense è stato corretto da Piero di Simon del Nero, al quale purtroppo molti casi sono sfuggiti, in cui l'originale doveva presentare la buona lezione. Mi propongo di raccogliere gli errori tipici di Jacques, registrando soltanto qualche esempio tra i moltissimi, facilmente riconoscibili, che il manoscritto presenta.
Sovente l'amanuense ha letto e scritto un u dove il modello doveva avere un n, p. es. aucta 5, 12; maiui {maini) 176, 19 e 273, 35; latina (lan^a) 200, 21 ; deuan^ar 217, 8; e viceversa : sern (seru) 227, 8; nia (uia) 258, 80 ; ecc., ecc.
Talora è accaduto che, in luogo di un u, sia stato letto ir (p. es. iras per uas 21, 11) e persino il (p. es. deil per deu 76, 48).
Un e è stato scambiato con un e, p. es. 227, 27; 245, 19 (grasse per grasse), e più di rado un e è stato preso per un 0 (p. es. gos per ges 238, 3) o un o per un a (coga\ 233, i5). Si noti che talora un d poteva essere scambiato per un 0, forse perchè l'elemento superiore della lettera era svanito o non distinto nell'originale. Vedasi, a ragion d'esempio, pero per perd 247, i5.
E naturale che all'occhio, tutt'altro che sagace, del trascrittore un 5 lunga apparisse spesso come un fé viceversa : sarai per farai
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82, io ; fail per sail 219, 61 ; fai per sai 223, 3 ; sai^on per fai^on pass.; sms per Jins 25, 36; sm amor 76, 23; sos per/os 76, 27 ; sa/ per fai 217, 38 ; ecc. ecc. Oltre a ciò, un s lunga poteva essere preso per / (p. es. el per es 69, 7; 219, 3i ; del per des 189, 34; sei per ses 213, 5i), ecc.
Tra V r e il t, la somiglianza nei modello doveva essere tale da potersi le due lettere scambiare facilmente agli occhi d'un inesperto copista. Ecco qui alcuni esempi, tra i molti che potrei raccogliere, di t letto come fosse un r : rene per tene 4, 20 ; enrenda (— entenda) 14, io; rengon 23, 2 ; re per te 28, 19; ecc. E per contro, ecco qualche caso di r letto per t : io^a (= ro^a) 62, 35 ; morit 1 mo- rir) 209, 4; ren\ona ( = tenzona) 219, 99; ga\agnat (-ar) 230, 32 ; pton (= pron) 242, 41 ; temir {re-) 248, n ; ecc. Un t poteva poi essere facilmente preso per un e (p. es. encendimen per entendi- men 21, 1 1 ; josc una per jost una 56, 1) o anche per 1 : manie per mante 27, 37.
In luogo di t, compare talvolta un r : curan^a per cuian^a 27, 3i ; era (= e i<z) 38, 33; uerar ( iterai) 220, 24; o viceversa (p. es. teria — terra 198, 18), ecc. Vi è stato letto persino come un /, p. es. (mais per mais 185, 11) e talora un 5 è stato scambiato per un t i passim), e anche si ha, benché di rado, un r per s (Var = Vas 185, 37) o un ^ per r : mostra^ = -ar 238, 16, ecc.
Un gruppo come ni poteva, senza troppa difficoltà, essere preso per m (mens = niens 219, 5i ; men =- nien 212, 4, ecc.) o viceversa (p. es. conides — comdes 212, 29). Notisi anche che ni si prestava a essere preso per ra (reterar == retenir 27, 18) o per ira (ira = ni 206, 40).
Un ui venne letto per iu : sin (sui) 82, 35; ecc., e viceversa : uitiamen (iut-) 216, 2 ; ui;en (inveii) 216, 47 ; estui (estiu) 20, 2.
Anche mi potè essere scambiato per mi (p. es. mil per nul 26, per nu (nuels 271, 12) e an per ir (295, 27). Non mancano esempi anche di un ni letto per m, di un el letto per d (p. es. di-; 248, 5) e di st letto per sf (esfrieup 224, 46). Bastino questi cenni : che raccogliere tutti o quasi tutti i casi di errori sarebbe presso che superfluo, dal momento che la correzione si presenterà soventi volte assai ovvia allo studioso, che disporrà
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della lozione di uno 0 più manoscritti. (Quando poi il guasto è grave e proviene dall'originale di B. Amoros, occorreranno spesso congetture e supposizioni, le quali spettano agli editori di questo o quel poeta del nostro manoscritto.
Il copista, che nella prima guardia del codice si dichiarava, come abbiamo veduto, « moitie frances et moitie prouensal », ha lasciato qua e là qualche francesismo : p. es. restor per restaur 76, 29 e parecchie volte le per lo (forma, si badi, che non è ignota a qualche dialetto della Francia meridionale e che avrebbe, in realtà, potuto trovarsi nell'originale *) : 21, 1 ; 194, 3o e 36; 201, 39; 237, 24; 238, 24 ; 291, 9, 20, 3i ; 288, 43, ecc. Infine, a carico dell'amanuense, si potranno mettere alcune dimenticanze : di r in siuentes 258, 7, di n in 38, 4 e del segno di abbreviazione di er in sab, per saber, 234, 12 e in en (per eu) deion = e uerdeion 225, 4.
Piero di Simon del Nero corresse la copia, tenendo sott' occhio l'originale, com'è fatto chiaro dalle parecchie aggiunte, ch'egli non avrebbe potuto fare, se non avesse avuto a sua disposizione il vero e proprio canzoniere di Bernart Amoros. Queste aggiunte sono state da noi stampate in corsivo; sicché a nulla gioverebbe ripeterle qui. (P. es. 2, 3i; 8, 5-6; 45, 1 2-1 3 ; 68, 57-60, ecc.)
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Piero del Nero occupa, non v'ha dubbio, un posto d'onore, in mezzo alla piccola e valorosa schiera dei nostri cinquecentisti provenzalisti, alla cui testa contemporanei e posteri ponevano e pongono concordemente Giovanni Maria Barbieri -, colui che era designato da L. Beccadelli come il « piloto » degli studi occi- tanici in Italia 3. Si tratta d'una schiera di eruditi curiosi e coscien- ziosi, oltre che ricchi d'ingegno, che s'orna dei nomi di A. Colocci, di P. Bembo, di M. Equicola, di Giulio Camillo Delminio, di
1 Notisi, anche un li = la 37, 1, altra traccia dialettale. fCt'r. P. Me ver, Flam., XXXII, e Ree. d'anc. textes, \, 40 (carta di Monteilles).
2 G. Bertoni, G. M. Barbieri e gli studi romanci nel sec. XVI, Modena. iqo5.
3 In una lettera, ancora inedita, conservata nella Bibl. Palatina di Parma.
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Lodovico Castelvetro e di altri parecchi più o meno noti \ nonché di alcuni sconosciuti del tutto. Non sappiamo, infatti, il nome del cinquecentista, che ricopiò tutto il ms. A, disponendo i componi- menti per ordine strofìco, con molta cura e non poca intelligenza; né conosciamo il copista di N2. L'uno e l'altro, a giudicare dalla loro scrittura, vissero nel sec. XVI e dovettero essere, come a dire, umanisti, amanti delle copie linde e accurate degli antichi mano- scritti. Il primo ci ha lasciato una diligente trascrizione del famoso manoscritto vaticano, conservata ora nella Braidense di Milano. Essa porta la segnatura : AG. XIV. 49 ed è preceduta dalle seguenti linee scritte da una mano assai più tarda - : « Questo « bellissimo e rarissimo codice, in cui si contengono le Vite e « le Poesie di molti Poeti Provenzali, fu già posseduto dal Dottor « Jacopo Grandi Modanese ; ed è forse lo stesso che innanzi di « lui fu in potere di Alessandro Tassoni altresì modanese, il qual « sì sovente se ne serve nelle sue Considerazioni sopra il Petrarca, « nelle Annotazioni al Vocabolario, ed in altre sue opere con « molta sua lode 3. » Queste linee sono sottoscritte A. Z., cioè, come a me pare, « Appostolo] Z[eno] 4 » Non ispiacerà agli studiosi ch'io offra loro un saggio (e. ir) di questa copia cinque- centesca, con la speranza che un giorno alcuno possa identificare la mano dell'ignoto trascrittore :
1 Non e il caso di tracciare qui la storia degli studi provenzali in Italia nel sec. XVI. Mi limito a rimandare, per le informa/ioni principali, al mio libro su I i. M. Barbieri, formulando il voto che presto sorga lo studioso, che ci dia ricerche sistematiche e approfondite intorno a questo attraente soggetto, Qui mi limito a pochi cenni, che hanno, in fondo, l'intento di aggiungere qualcosa alle notizie ormai fatte di pubblico dominio. Non voglio poi dimenticare di avvertire, a complemento di quanto ho avuto occasione di scrivere su G. V. Pinella nel mio libro citato, che questo erudito curò che fosse copiato un ms. provenzale posseduto dal Beccadelli [ms. parmense 990), copia, a sua volta, del ms. F. Si veda un mio articolo in Romania, XXXVIII, i3i. [Queste linee erano già scritte, quando ho veduto l'annuncio del recente libro di S. Debenedetti sui provenzalisti del sec. XVI (Torino, 19111.
2 Vedi il mio libro cit. G. M. Barbieri, p. 93, in nota.
3 Questa supposizione (che il cod. braidense sia stato utilizzato dal Tassoni) è errata. Si veda, per le fonti provenzali tassoniane, un mio studiolo, in Mite. Tatto- ttiaìia, Bologna-Modena. 1908, p. 267.
4 Giop. \f. Barb., cit., p. 93.
XXVIII
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Anche della scrittura del ms. N2 (ora a Berlino) darò qui un saggi°> con la medesima fiducia che altri possa riconoscere, attraverso il carattere, lo sconosciuto copista :
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XXIX
L'uno e l'altro trascrittore avevano un'educazione calligrafica, che si potrebbe chiamare « umanistica », non dissimile perciò da quella del Bembo, del Colocci, del Barbieri, del Castelvetro e di molti altri eruditi di quell'età.
Il nostro Piero di Simon del Nero appartiene a un periodo posteriore l ; ma non è meno benemerito dei cultori di proven- zale, che lo hanno preceduto.
Studioso appassionato della lirica occitanica '-', ha lasciato in testa a un altro ms. provenzale, il riccardiano 2981 3, un docu- mento prezioso delle sue preferenze letterarie e del suo acume. Egli vi ha scritto, di suo pugno, la seguente nota, varie volte pubblicata e degna d'essere nuovamente riprodotta per intero :
1594
« Questo libro fatto copiare da uno di ms. Marcello Adriani « in cartacee °. di caratte. assai antico; et riueduto et corretto da « me con molta fatica, prego ciascuno a chi peruerra nelle mani « dopo me a tenerlo in pregio, poiché oggi i libri de poeti antichi « prouenzali eiiamdio nell'istessa Prouenza sono quasi spenti, « però chi non si dilettasse di Poesia, o non si uolesse affaticare « in intendere tal linguaggio, tengane contò almeno per conser- « uarlo a gli eredi suoi, che quanto per l'auuenire andrà acqui- « stando più antichità, tanto in maggior stima sarà da tenere et « auegna che a chi giugnerà nuouo tal idioma da prima li parrà « oscuro, non si disperi de con il farci un poco di pratica andrà « di mano in mano acquistando più intelligenza, di maniera che
1 Ciò appare anche, come è naturale, dai caratteri della sua scrittura. Si vedano le correzioni, scritte di suo pugno, nella riproduzione, che diamo più innanzi, d'una carta del ms. Cam pori.
- La collazione della copia di Jacques con l'originale di Beni. Amoros ne fa fede. I risultati di questa collazione si lasciano classificare sotto tre partizioni speciali : o si tratta di modificazioni di qualche lettera, o di sostituzioni di lettere o di intere parole. 0 anche di aggiunte vere e proprie, sia di frasi, sia di emistichi, sia di versi. Nella nostra edizione è tenuto il debito conto di tutto ciò.
8 È il ms. indicato con la lettera /•'". OY. Stengel, Ùit prov. Btumenttse der Chigiana, Marburg, 1878. Introd.
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« ne intenderà gran parte sicome è interuenuto a me Piero di «Simon del Nero con molta mia satisfatene, quando non fusse « per altro, per molte uoci che sono in Dante, et negli altri buoni « autori di que tempi ; et la maggior mia fatica è stata nel trouare « i libri, et nel correggerli. »
È proprio il caso di dire che Piero del Nero fu profeta, quando previde il giorno, in cui gli studi provenzali sarebbero saliti in onore! Amante della poesia, il nostro raccoglitore scrisse versi italiani, dei quali è forse pervenuto sino a noi qualcosa di più di questo umile saggio conservato nel ms. riccardiano 2834, P- l7^- Si tratta di una canzone, la quale così incomincia :
DI MESSER PIERO DEL NERO.
Di tutte l'altre fiamme
Una più bella Fiamma
Si dolce il cor m'infiamma
Che quanto m'arde più^ gioir più famme ;
E qualhor posa damme,
Cotanto mi dispiace
Che non ho col dolor tregua né pace.
Alla mia viva Fiamma
Qualhor son preso, il cor tutto s'agghiaccia,
E lungi a dramma a dramma
Convien ch'ardendo, ei pur struggasi e sfaccia
Così m'assido e avvampo
Allhor ch'io men dovrei,
Né spero alcuno scampo
A sì diversi e rei
Ma dolci e cari a me tormenti miei.
Celeste foco in terra Già quanto, ahi ! lasso, e quali Doglie portonne e mali a farne guerra! E lpr novella Fiamma
XXXI
Del ciel gioia e salute
Rendene e tutt' infiamma
I cor gentili a seguitar virtude.
Là 'uè bella Fiammetta
Di chiarissimo sole a guisa intorno
A sé menando chiaro eterno giorno
E n'invita e n'alletta
Ninfe insieme e pastori :
Di frondi ornati e fiori
Andiam cantando in schiera : che tormento
Non albergavi o noia,
Ma riso e gioia e dolcezza e contento...
Inutile pubblicare per intero questo povero parto di una Musa, non volgare, ma piena di reminiscenze e scarsa di originalità. È un fatto che le maggiori benemerenze nella storia delle lettere, Piero del Nero si acquistò come raccoglitore di codici. Parecchi manoscritti si hanno nella Bodlejana di Oxford e nella Riccar- diana e Nazionale di Firenze segnati del suo nome*1.
Egli fu il possessore del codice palat. 418 di rime italiane antiche2; egli fé' scrivere e possedette i mss. provenzali ca e Fa, che ritoccò e studiò 3 ; egli infine incaricò Jacques Teissier di copiare il prezioso canzoniere di Bernart Amoros. E ottenuta la trascrizione, egli medesimo la collazionò con il codice origi- nale, allora in possesso di Lione Strozzi in Firenze.
1 L. Gentile, / codici palatini,, Roma, 1886, p. xv.
1 A. Bartoli e T. Casini, // cannoniere palatino 418, in Propugnatore, XIV, P. I. pp. 23 1-^33.
3 Die altproven^alische Liedersammlung e der Lauren^iana in Floren^ nach einer in seinem Besit% befxndlichen alten Abschrift h^. von E Stengel. (Wissen- tchaftliche Beilage %um Yorlesungsver^eicliniss der l'nirersitat (irei/swald. Winter, 1899-1900), Greifswald, 1899.
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P. 2b2 * fi RICAS NOUAS.
Rics pres ferms e sobeirans
[Edito in Studj di jìlol. rom., Vili (fase. 23). p. 457. — Str. I : nom sana. Ms. nò sana, con il segno d'abbreviazione di mano del correttore (Piero di Simon del Nero) ', il quale ha cancellato un n dopo no. Str. II. Ms. bel cors. Str. Ili : mos cors, con mos cavato dal correttore da anos preesistente. Str. IV : uolgrieu. Ms. nolgrieu con n espunto e u soprascritto, di mano del solito corret- tore; mesgara, con r scritto su i sempre dal correttore; serrano, con il secondo r aggiunto sul rigo dal correttore. Str. V : gardar corretto su gardans. Str. Vi : uiu scritto dal correttore su uni espunto.]
253 2. RICAS NOI AS.
Ben deu estar ses gran ioi tostemps mais, sei qi nos pot partir de son segnor. can per seruir non pot auer samor, ni non a cor qe del seruir se lais. 5 piegz trai de prezon e plus greu martire, qan senz gazardon serf et qe sarbire -'. qe ben ni grat lin escaia, ben mes semblan qe mal traia.
■; Il ms. riccardiano giunge sino alla p. a5i (Stengel. Rev. d. long, rom., XLV, ■65). Con la p. 252, si apre adunque regolarmente il suo complemento.
1 Con la designazione di « correttore » indicheremo sempre, d'ora in poi, Piero del Nero, senza ripetere il suo nome.
- Il correttore sottosegnò di una breve lineetta la prima r.
E totz segner deu estar em pantais. io qan sap qel seu nan ^aug sei pren honor.
sei no lur creis e no lur ten amor.
pois lo seruon de fin cor senz biais.
car segnor fellon crei qe dieus laire K
can a ses ra\on cor del seus aucire 2. i5 per qer grieu qe non dechaia.
qils seus destrui ni esmaia.
Tot aizo die si con amics uerais. per ma dompna mas ges non fas clamor, cab tal plazer sai dezirar samor, qe iauzenz sui 3 de zo qautre sirais. 20 qa me saubra bon se lam degnes dire, per merce de non del iois qeu dezire. qar 4 ab un douz ioi mapaia. qar auz dezirar qel naia.
E ma domna non taing ni meins ni mais. 25 epareis ben 5 en sa uostra ualor.
car il tem deu. e deus li ten honor.
car anc nom fes ni dis mas zo que tais.
per qen luec de drutz iauzen qan 6 remire
sa 7 plazen faizon se tot men sospire. 3o qeu noi uei ren qin sorrVaigna.
sa uera ualor ueraia 8.
p. 254] Anc re nom det nim promes nim estrais.
ni no lo qis anz mi fai tal paor. qeu no laus dir con li tein fin amor. 35 ni ia nul temps nom issira del cais
1 -aire corretto da -are.
2 Tutto il verso è di pugno del correttore del ms.
3 Cavato da sus dal correttore.
4 II segno di abbreviazione è del correttore. Il ms. aveva : qr.
5 Ms. ben con b espunto e una crocetta (■]-) in alto, di mano, come sempre, del correttore.
6 È correzione posteriore. Il ms. aveva : qau.
7 L's è del correttore. Il ms. leggeva fa.
8 Tutto il verso fu aggiunto dal correttore.
— 3 —
si no men semon ne nai cor qen uire. per dan ni per prò ni per nul consire, qar ia non er ca leis plaia. qeu mon dezir li retraia.
40 Nuls lauzengiers no mesmaia. mais a deu prec qels 1 dechaia.
3. RICAS NOUAS.
Sim ten amor ab douz plazer iauzenz qe dinz mon cor port de fin ioi la clau. quel cautz nil freigz nil braus temps nil soau. non nozon ren tan mi uai ben e gen. 5 qe tuig me plazen e mos enemics nom tem tan sui rics. de ioi e damor en qe malegor 2. io caital ricor mi soste.
e lautra non tene en re 8.
Caitals 4 ricors mabeillis qan souen penz.
del rie thesaur de cui eu tieing la clau.
en tal plazer si tut mestau suau. i5 qe re mas ioi de dinz mon cor no sen.
sim uai dolzamen 5.
e gelos enics.
nom pot far destrics.
a iauzir lonor. 20 en qe malegor.
car ai triat per ma fé.
miels de meilor e de be.
1 II ms. leggeva : qil. ìl mutamento si deve al correttore.
2 L'-o- è corretto. Prima si leggeva : malegror.
8 Tutto il verso è del correttore. Esso si leggeva per intero in capo alla strofe seguente, ove fu cancellato. 4 C- è del correttore. 6 -/- fu aggiunta dopo.
Tot lo drcig cors sai clamor fmamenz.
aisi con sei qi damor ten la clau. 25 per que chauzi uos domna tot soau.
per la meillor. e per la plus plazen.
qeu non ai iai conten.
ni anc fals prezics.
domes moys l ni trics 2 3o iorn nom fes paor.
per qieu malegor ::.
de tot qar prò no lur te.
fals mentir ni notz i a me.
Uostra ualors estai seguramenz. 35 qe nuls laire non pot far contra clau 5
et a mi uai sobre ben 6 e soau.
qar la garda a mesure a sen.
tam ben qe noi pren.
crim de crois mendics. 40 ni negus 7 afics.
de lauzeniador.
nom tol ma legor
ne lonrat ioi qem 8 mante.
domna en uostra merce.
p. 255 45 Beus die lauzor uerai adrechamenz.
domna plazenz car uos tenetz la clau. donrat pretz fin e car ab un suau. sobre gentil segur captenemen 9. per qel conoissen. 5o de queu 10 sui amics.
1 Sopra di mano del correttore : oy.
2 Ms. tens espunto dal correttore. Sopra : t'es.
3 Cavato da malegror dal correttore.
4 Prima era scritto : uet^.
5 Prima : ciau.
6 ben fu aggiunto dal correttore.
7 negus. Prima uegus.
8 quem ; m è del correttore.
9 -ne- è del correttore.
10 qui nel ms. con i cancellato e con il segno di abbreviazione su q.
dizon qest abrics de uera ualor e prenc ma legor. car ditz qweus autz neus uè, 55 qe mais ni meinz nous coue.
Domnai e segnor — e ioi e legor. Sordel per qem uai tam be. qemueia nous tene de re.
Sordel a uos et a me. óo uai damor si con coue.
4. RICAS NOUAS.
Ab marrimen doloiros et ab plor. uiu mal mon grat qe mortz non degn aucire. tan mi uai mais sai 1 paor e de mort. son tuit mei maior dezire. 5 pos lonratz comz ai cari grieu mes a dire, de proenza es mortz ai cai dolor, ai qal perde ai las tam bon segnor. ai perdut mais non uiurai senz cossire.
Anc negunz homs non ac tan gran dolor, io qe son poder son sen e son albire.
auia mes tot en far sa honor.
retenerc dieu de cui era seruire.
e dieus qi uolc per nos surTrir martire.
per nos saluar ab penet 2 ab tristor. i5 degne larma per sa sainta douzor.
del prò comte 3 ab sos angels assire.
1 Nel ms. fai, con / esp. e mut. dal correttore in s.
7 Sotto -/ il correttore del ms. tracciò una brevissima lineetta.
3 Ms. comtre, con r cancellato.
— 6 —
Anc negus hom non ui freuol ni fort l. miels 2 degues auer ferm 3 esperanza, qcl siab dieu car anc no mantenc tort 20 ni frais sa fé anz tene 4 dreitz la balanza. de leutat nn tot bos pret% senan^a 5. de perdonar don uè larma bon port. dels autres aibs nom cai que los recort. car sobre totz len portet deus oranza (i.
25 Ai proensal en can grieu desconort. es remazut et en cai desonranza 7. perdut auetz solatz iuec e deport. e gaug e ris onor et alegranza. et es uengut en man de cels de franza. p. 256] 3o meils uos-uengra qe fossetz del tot mort.
e cel per cui pogratz esser estort. no troben uos leutat ni fianza.
Mortz es lo comz et ai ferm esperanza, qwel siab deu a gaug et a deport. 35 e proenzal uiuran a piegz de mort. ab marrimen et ab desacordanza.
Ai malastruc de segner e donranza. qeus faran mais rocas ni Castel fort. sest de frances qe per dreig ni per tort. 40 non auzaretz portar escut ni lanza.
ARGUMENTO.
Gui duissel si fo de lemozi gentils castellanz. et el e sei fraire e sos cosins nelias 8 eron segnor duissel qe es us rics castels e li 9 dui sei
1 fort cavato da sort dal correttore.
2 Ms. a nuls espunto e sopra vi è scritto : miels, di mano del correttore. 8 ferm è stato introdotto dal correttore.
4 II ms. leggeva rene corretto poi in tene.
5 Tutto il verso è del correttore.
6 0 sottosegnato dal correttore.
7 Ms. desontan^a con t esp. e mutato in r dal correttore.
8 Ms. uelias con u esp. e mutato in n dal correttore.
9 Ms. eu esp. e e li scritto sul rigo.
fraire auia nom luns neble el autre peire el cozis auia nom elias e tuit qatre eram trobador e trobauarc * bonas chanzos. Gui trobaua bonas chanzos 2 en elias bonas te>zzos3. e neble las malas tenzos e peire deschan- taua tot qan li trei trobauan. en gui si era canorgues de bruide de mon- ferrat e si sentendet longa saizos en na 4 malgarida dalbusson qera muiller den rainalt lo uescomte dalbusson et en la connessa de mon- ferrat don fes maintas bonas chanzos mas lo legatz del papa li fes iurar qe mais non fezes chanzos. e per lui laisset lo trobar el chantar.
5. EN GUI DUISSEL.
Si bem partes mala domna de uos. non es razos qeu mi parta de chan. ni de solatz qeu faria semblan. qen fos iratz daizo don sui ioios. 5 ben fui iratz mas ara me repen
car empres ai del uostr ensegnamew 5 com puesca leu chamiar ma uoluntat. per qera chant daisso don ai plorat.
p. 257] Plorat nai eu la maier ochaizos.
io uenc mi daital qe non uira 6 chantan.
ca mi non es si tot se uai gaban.
ancta 7 ni dan ni leis honors ni pros
car si comes per un uesiamen.
si fares ben ler8 plus tost follamen. i5 per qeu noi sai daqest qame 9 mal grat
car camiarez 10 tro qaiaz tot camiat.
1 Ms. trobauam, con m cancellato e una lineetta su a.
2 Agg. dal correttore.
8 Cavato da re^os dal correttore.
4 Cavato da uà dal correttore.
5 L'abbreviazione di -en è del correttore.
6 uira scritto dal correttore su nira cancellato.
7 Ms. aucta, con u esp. e n scritto sul rigo dal correttore.
8 Ms. leus con s cancellato, u espunto e r scritto sull'i*.
9 Ms. qauic, con uic esp. e me sul rigo, di mano dal correttore.
*° Ms. cam rare\, con il primo r esp. e 1 scritto sul rigo dal correttore.
Mala domna fait maues enueios. e mal dizen don non agui talan. et eu sai ben carnai mi tornanan 1 20 e que ner meinz prezadas mas chanzos. e qen pois mais car tan ai loniamen. uostre uoler uolgut enteiramen. caissi mera de totz en uos tornat. non sai dir sen qeus fassas o foudat.
25 Mala domna ia non cudei qe fos.
qe seus perdes no mo tengues a dan.
qe lacuillir 2 don uos sabias tan.
el gentz parlars 3 e lauinenz respos.
uos fazian sobre totas ualen. 3o mas araus tol foudatz lacuillimen
el gen parlar ques mesclat a barat 4.
per qem breu temps en perdretz la beutat.
Tant qant hom fai zo qom dei es om pros.
e tan leials con se garda denian 35 per uos lo die que seus lauzei antan.
qant eral 5 digz uertardiers el faigz bos.
ges per aizo nom deues dir qeu men.
se tot era non teng per tan ualen.
car qi laissa zo qa ben comeweat 40 non a bon pretz per aisso qes passat 6.
Adreg fora si tot non es raizos. qe se si donz fezes ren mal estan. com la celes el ben tragues enan. mas era ges non es 7 aitals sazos.
J Ms. tornaman. Il correttore espunse m e scrisse sul rigo n.
8 II e è stato corretto sopra un t.
3 Prima di una correzione, il cod. leggeva parlata
* L' r è stato cavato da rr.
6 er- è correzione posteriore.
6 Prima : -r.
7 Vocabolo ritoccato.
— 9 —
45 per qes deu om » gardar de faillimen. per uos lo die de totas o enten. qe se failletz no uos er ia celat. anz en uol hom mais dir de ueritat.
Rei daragon donan e meten e conqeren. 5o conqweretz pretz ualen.
saissi lo faitz con lauetz comensat. e si se non perdutz auetz lo grat.
p. 258 6. EN GUI DUISSEL.
En 2 tanta guisam men amors capenas sai sim dei chantar. o si dei rire o plorar, tant mi donna ò gaugz e dolors. 5 pero qom uolgues drez iutjar 4. mais nai mais qe bes e maiors mas 5 tant am fìnamen qwels mais tene a nien 6. e grazisc et enantz io los bes per qem platz chantz.
Bella domna senz e ualors. e cortesie gentz parlar, oill rizen amoros e clar. e gentz cors e frescha 7 colors. i5 el agrat don non auetz part e 8 uostres faigz son meillors.
1 Idem. Prima nom.
2 En risulta d'una correzione, fatta dal correttore sopra alcune lettere ora illeg- gibili, in seguito a una cancellatura.
3 II primo n è ritoccato e sottolineato. * Correzione posteriore su uitiar.
b Cavato da anas dal correttore.
*; nien cavato dal correttore da men.
7 Nel ms. forcha, con res di mano posteriore e scritto su or espunti.
■ Nel ms. prima leggevasi par atot% ; poi fu espunto tot* e aggiunto un / fra par e tot%. Anche Va di par è tutt' altro che chiara : è stata ritoccata e credo se ne sia voluto ricavare una e.
— IO —
qeus fan 1 enteiramcn sobre totas ualen. per qieu son benanantz. 20 qera damor clamantz.
Partit mauetz de las clamors. ab precs et ab merce clamar. per zom deuetz tener plus car e loingnar 2 fegnentz preiadors. 25 car domna deu ben eschiuar. lo brugz 3 tant grantz . . .
3o quen par samors eniantz.
Aizo es lenoigz el paors
que magra fagh desesperar.
e de uos partir eloignar.
e preiar si pogues aillors. 35 mas tant sabetz los bes triar.
dels mais els senz de las follors.
per qaman e temen.
e celan e sufren
uos cowqwerrai enantz 40 cab mais ni ab bobantz.
Et 4 es gent de dos amadors. can fan zo qe taingn en amar, com nos deu ges damor doptar. si aibs o blasmes o temors. 45 non o tol o lobra non par. car greu son de doas colors.
1 Prima leggevasi : san.
* Il secondo n è di mano posteriore.
8 b è esp.
4 Nel cod. Er con r espunto e t soprascritto dal correttore.
— II —
cors e fagh loniamen qe qant hom uai uoluen. tem qe sial talantz. 5o lai on es lo semblantz.
7. EN GUI DUISSEL.
Ades on mais uei mais apren.
e mais sai de mal e de ben.
em sels 1 sai conoisser en me.
et en autrui foudat o sen. 5 mas cels autres follia
et si mezeis non chastia.
non obra ges adreig 2 garan.
e cil qwem blasmon car non chan.
degron blasmar los lur faigz deschauzitz. io e me deschant si chantars fos grazitz.
p. 25g] Qeu non chasti ni non repren.
qe chascus sap cosis capte. mas gent fora com uis 3 en se zo 4 qe conois en lautra gen. i5 mas ben die qe pauc ualria chantz si damor non mouia. e de mi ha passai un an. qamors nom tene ni prò ni dan. mas aoras qant iois damor mes guitz. 20 couen qeu chant qadreit port sui issitz.
Camors mesmenda ben e gen. los mais qeu nai suffertz ancse. quamar mi fai per bona fé. la meillor e la plus plazen.
1 em sels ritoccati dal correttore, forse con l'intento di cavarne e mieis.
* Vi è agg. dal correttore.
• Cavato da ins dal correttore.
4 se (v. precedente) ^o cavato da sei^o.
— 12 —
25 e tal qa en sa bailia.
tot qan iois uol ni qerria.
qanc natura non obret tan.
qautran fezes al seu semblan.
qen leis es iois restauratz e noiritz. 3o qera allors sordeiatz e faillitz.
Lo l cors ha gai e couinent.
entier qe res noi descoue.
e beutatz noi fail ni noi uè.
anz i ha fag son istamen. 35 e iois e pretz e cortesia.
e solatz ses uilania.
couinen dig e faitz prezan.
soiornon ab leis et estan.
de totz bos aibz es sos gentz cors garnitz. 40 e totz los mais a loingnatz e faiditz.
Lo cor el cors el pensamen
hai en leis qe dals nom soue.
ni ia pensar non uoill de re
mas qant del sieu enseignamerc 45 mas 2 plus qen la mar parria.
laiga qi plus ni metria.
non pareis el sieu rie pres gran.
lo bes qweu die de leis lauzan.
pero uer es zo qel reprochertz ditz. 5o qe 3 bos pretz creis on plus loign es auzitz.
Domneu nous prec ni non enten qe uos mametz ni nos 4 coue. car si tot creziaz merce, paratges sai qeus mi defen. 55 mas daisous prec sius plazia.
1 L ritoccato dal correttore.
2 L'-a- è ritoccata.
8 Su e un segno di abbreviazione cancellato dal correttore. 4 nos cavato da uos dal correttore.
domna que seu ren dizia. qe fos plazen ni benestari l. qe de uos fos e si daitan. mi uol honrar uostre gentz cors chauzitz. 60 uos non er danz el mieus iois er complitz.
260 Si ia razos non dizia.
qeu de mi donz mamaria. parles ni disses ben chantan. uertatz men fai dire aitan. 65 que\ seus noms es sobraltres noms grazitz. eil sieu fag zon de pretz cime razitz *.
8. EN GUI DU1SSEL.
Estat aurei de chantar per sofracha de razo. cane non pogui encontrar. en faire bona chanzo 5 'mas er hai cor qim estraì e fai brens mot^ ab son gai 3. qar ben estai qi sap en pauc de dire, gen razonan leis cui sui obezire.
Daitant la puesc ben lauzar. 10 leis qal mieu cor empreizo.
qom genzor non pot trobar.
en semblan ni en faisso.
ni negus a leis noi fai
ni noi ha dreg talen gai. i5 ni no seschai de solatz ni de rire.
de totz bois 4 aibs saup la meillor eslire.
1 Le tra ben e stati fu aggiunto dal correttore.
2 La parola è ritoccata. Prima leggevasi : gra^i\.
'' Le parole in corsivo sono state aggiunte dal correttore del codice. * Vi è sottosegnato dal correttore.
— i4 —
Qant ieu mir son gent cors car. e sai que non crei quem do samor l aminil 2 meu par. 20 tant es daut luec e de bo. ni neguna tant nom piai, aqwest uolers mi dechai car eu non hai tant dardi7 8 qieu laus dire tant de bon cor lam e tant la dezire.
25 Domna ab un douz esgart.
qem feiron uostr oil lairo.
qem uolgrom mon cor emblar.
e feron gran faillizo.
e pois mon cor tenetz lai 3o non cug laucias oimai.
pero ben sai qe sim uoletz aucire.
non puesc murir a plus honrat martire.
Si con cel qi leual 4 flar
qant ha de mort sospeisso 35 o qant romieus 5 uol anar.
lai on uol far rezenzo 6.
leis mautrei per tostemps mai
e totz los amics qieu ai.
sieu ia ren hai de leis cui tant dezire. 40 qab sol un pauc maleuges mon martire.
p. 261] Segner nermitan non piai,
qar es pres a na esmai. e pezam mai qar ieu non sui iauzire. de leis qen fai soue/2 7 plorar e rire.
1 Nel ms. -mor è aggiunto posteriormente.
2 In luogo dell'ultimo i, leggevasi prima di una correzione : u, 8 Esp. il t nel ms.
* l rifatta sopra una precedente r.
5 rom e ieus congiunti nel cod. con un tratto di penna.
6 r- sottosegnato dal correttore.
7 5- è del correttore, li ms. leggeva iouè.
i5 —
9. EN GUI DUISSEL.
Lautreir de iost una uia. auzi chantar un pastor. una chanzon qe dizia. mort man semblan traidor. 5 e qant el ui qieu uenia
saill èm pes l em fetz honor. em ditz dieus sai mori segnor. ar ai trobat ses bauzia. leial amie celador. io a cui maus clamar damor.
E cant ieu ui quei uolia.
far de samia clamor.
dis li enantz qe plus dia.
quel 2 sufr en paz la dolor. i5 qieu lam e ges nom uolria.
fezes de son dan peior.
per dig de lauseniador.
qi ben ai ma ben chastia.
e qi conorta follor 20 uol com la fassa maior.
Lo pastre qi mal sentia. tornet son chantar en plor. em diz mout ai gran feunia car ai mes castiador. 2 5 lios qi dig auetz maing dia. don sui en aqwest error. mal de domnas e damor. e sai 8 que uer ditz mamia
1 Parola sottosegnata dal correttore.
2 II segno d'abbreviazione è del correttore. •le stato aggiunto dal correttore.
— io —
quelam ditz queìì trobador. 3o son leugier e chawiador l.
Ai tan ui uenir samia.
lo pastre da cuillir fior.
e uirali tota uia
chamjan 2 paraule 8 color. 35 e diz bella sane fos mia.
ses prec dautre preiador.
eu 4 nous qer autra ricor.
mas del tort qeu non auia
faz nei cuda damador 40 tro 5 qe len fassas meillor.
262] 10. PEIRE DUGON.
Totz temps mi ten 6 amors en tal faizon con estai cel qal mal don sadurmis. e morria durmen tant es conqis. em brieu dora entro qom lo ressida. 5 atressi mes tals dolors demezida qem donamors qe sol no sai ni sen. e cug 7 murir ab aqel marrimen. per qe mesfortz de far una chanzon. qem resside daq^est tormen un son.
io Ben fez amors lusatge del lairon. qant encontra celui destreing pais. eil fai creire qaillors es sos amis 8 et el li dis 9 bels amics tu me guida.
1 U i è del correttore sopra ;• espunto.
2 -/- è stato aggiunto posteriormente dal correttore.
3 U-e fu scritto su a dal correttore.
4 u è del correttore sopra n espunto.
5 tro è stato aggiunto.
6 ten cavato da tem dal correttore.
7 Cavato da cuig del correttore.
8 camis con e cancellato dal correttore.
9 dis ritoccato dal correttore.
— l7 —
et en enaissi es mainta genz traida. i5 qelal condutz on pois lo liei pren. et eu puesc dir atressi ueramen. que seu segui amor qar li fon bon. tan mi menet tro mac en sa preizon.
£ faz esfortz sab 1 ira ioi mi don. 20 car en aissom conort e mafortis.
contrai dezir en qamors ma assis.
aissi con cel qa bataillaramida.
e sap de pian sa razos es delida.
car es en cort on hom dreg noil consen. 25 et ab tot zo si combat eissamen.
me combat eu en cort on nom ten pron.
car amors ma fort iutjat 2 no sai qom.
Em ten lai pres on non truep rezenzo.
mas de màmort qenaissi labeillis. 3o entre midonz et amor cui soi fìz.
lor piai ma mortz e lur es abeillida.
et eu sui con cel qe merce 8 non crida.
plus qe aicel qes iutiats a^turmen.
qi sap qe plus noil ualria nien. 35 merce clamar aia tort o raizon.
per qe eu men lais qe mot non lor en son.
Pero non sai qal me fasso qal non. pos per mon dan mengana em trais amors uas cui eu estauc totz temps aclis. 40 al seu plazer qaitals fon ma scanda 4 e tengra tot 5 a paraula grazida. si nom mostres tan mal captenimen. mas si aunis pel meu dechaimen.
1 sab cavato da sub dal correttore.
2 Parola ritoccata. Prima leggevasi uitiat.
* Prima di una correzione leggevasi : mor ce.
4 Sic nel ms., con n sottolineato.
5 Prima pot col p cancellato e sostituito da /.
— i8 —
ben fai semblan qc maial ' cor felon.
qanc per mon dan nom tem far mespreizon.
p. 2Ó3] Na bels espers pros domna escernida.
tan granz dregz er si damor mal mi pren. qar anc de uos mi parti las dolen. per tal una qe ia non tenra pron. anz maucira en sa douza preizon.
Guillems de saint leidier si fo us rics castellans de uelaic del euescat del poi sancta maria e fon onratz hom bons caualliers darmas e larcs donaire dauer e molt enseignatz e molt cortes e molt fiz amaire e molt era amatz e grazitz et entendet en la marqeza de polonijac 2 qera serors del dalfin daluergne e de nasail de claustra e molier del uescomte de polonijac. 3 en guilliem de saint leidier si fazia sas chanzos della e lamaua per amor e dizia li bertran et a nugo marescalc 4 di zia altressi bertran qera sos compaing e sabia totz los faitz els deitz den guillem e de la mar- qeza e tuit trei se clamauaw bertrant luns lautre molt auien grant alegranza ensemble tuiz trei mas an 5 Guillem de saint leidier tornet en grant tristessa qeil dui bertrant feiren grant fellonia de lui.
11. EN GUILLEMS DE SAINT LEIDIER.
Bel mes oi mais qeu retraia ab leugeira 6 razon plana, tal chanzon qe cil mentenda. uas cui totz mos cors aclina. 5 qe la soa desmesura.
mi part de lei em deslueigna
tant es de merce estraigna.
que noil platz qe iois men ueigna.
1 Nel cod. il secondo a è di mano del correttore ed è aggiunto sul rigo.
2 Cavato da polomac dal correttore.
3 Id., id.
4 II -e è stato aggiunto dal correttore.
5 an cavato da qan dal correttore, che ha cancellato il q.
6 II secondo e agg. dal correttore sul rigo.
— i9 —
Non sai sim mor om uiu.
io o ueng o uauc cab mal segnor. estauc sers e non met neus termni long qe ia iorn uas mi. samesur et on 1 eu plus estau col clin negun de mos precs non enten.
i5 anz ere qe maucira 2 de pian, lo bes com de leis mi retrai.
p. 264] Trop si fa uers ueraia.
car una promessa 3 uana. nom ditz tal on re non prenda. 20 no uolgra quem fos tan fina, coitos fan loing endura. trac per lei e met ma poigna. entro qe uers mi sofragna. non es iois qe tam reuegna.
25 Pero per un respeig reueing.
car sai qe gentils cors safraing.
quii qer merce per qe i pang.
et aten lo ioi queu endur
manz iontas laten ab cor fin. 3o e sapcha ben aitan sim pren.
cane miels amie ses tot 4 cor uan.
non ac domna ni plus uerai.
Sol caitan de merce naia, car es de pretz sobeirana. 35 quel cug qeu cugei mi renda, car il ges non o deuina. metrai men e mauentura. e gart men dieus de uergognia.
1 on cavato da non dal correttore.
8 -a del correttore su e cancellato.
8 Ms. ha il p tagliato e poi il taglio è stato ritoccato dal correttore.
4 Cavato da pot dal correttore.
— 20 —
qen cor 1 ai qaleis men compiagna. 40 con per son liges mi tengna 2.
Dieus uoilha pos aillors non teng ni uas nullautra non complang sii qier merce que nom uergoing. e qe tan de ioi mauentur. 45 qals enueios ques fan 3 deui. fassa cuiar qwella mi ren lo rie iois ualen sobeiran. don en re mais dezir non ai.
Fortz uau uius si nom meillura 5o si cai leial ioi maiogna. qeu non ai poder remagna, qe mos cors autra non degna.
Ben taing ges per aizo nom deirag nullautra cab mi donz remaing. 55 on rics pretz e beutatz saioing. e non es iois qe non meillur.
12. EN GUILLEMS DE SAINT LEIDIER.
Aissi con es bella cil de cui chant es bels sos nomz sa terra son chastel. e bel seu dig seu fag e seu semblant. uoil mas coblas mouan totas em bel. 5 e dig uos ben se ma chanzonz ualgues. aitan can ual aicella de cui es. qaissi uencera totas cellas qui son. con il ual mais de las donnas del mon.
1 or del correttore su ar cancellato.
2 II secondo n aggiunto sul rigo dal correttore. 8 fan cavato da san dal correttore.
21 —
p. 265] Tant bellament maucira deziran.
io cella cui hom liges son senz reuel.
qem feira rie ab un fìl de son gan.
o dun dels pels qe chai de son mantel
ab sol cuidar o a mentir promes.
mag il * prò faz tostemps sa lei plagues. i5 mas noi a dan sab fin cor desiron 2
lam atretan on il plus mi cofon.
Hai bella domna ab bel cors ben estaw. uers eu tot mon coratge capdel. seu uos uenges mas mans iuntas deuan. 20 de genoillos a qerre uostre anel. granz francheza fora e qals merces saqest uostrom qi no sap qe ses bes restauras es dun rie ioi iauzion. car non es bes qe ia senz uos laon.
25 Bella domna pos eu autra non blan.
endreg damor ni aulra non apel.
cuna non es en faig ni en semblan.
qwencontra uos mi ualgues un clauel.
ara nous ai ni altra non uoil ges 3o uiurai ses ioi que amors ten defes.
un 8 pauc entrei en amor trop preon.
e issir non puesc qeu non truep gua ni pon
Uns bels respeghz qi me uau conortan. qem petit dora aiuda sos fizels. 35 gentils amors qi lenqier merceian. per qe fils drut tornon en car * capdel. mas cel qui a son fin coratge mes. si tot li tarza non desesper ges.
1 Si noti che Vi è corretto sopra una r preesistente. Forse non era intenzione del correttore di sopprimere IV ma di fatto egli l'ha soppressi.
8 Così nel codice dopo una correzione posteriore. Prima leggevasi : dutron.
3 un è ritoccato.
4 Nel ms. cap con un r sul p, che è cancellato. Tutto ciò di mano del correttore.
— 22 —
qe bona domna a totz quan de respon *, 40 mas ben esgarda a cui ni qe ni con.
Trastot mes bel on il es e resplan. bois mi son prat e uergiers et oisels. e magenza a chascun iorn del an. con fai la roza qi nais de nouel. 45 qel mon non es uilas tan mal apres. sii parie un mot quel non tornes cortes, e non sapcha del tot parlar a fron. denaz sei diz e dels autres escon.
Amie bertran uers tal ai cor uolo/z. 5o qil chant e ri cant eu languis e fon.
p. 266" Bertran la filla del prò conte 2 raimon.
degras uezer quii 8 genza tot lo mon.
13. EN GUILLEM DE SAINT LE1DIER.
Domna eu uos sui messatgiers et el uers entendes de cui. e salut uos de part celui cui uostre iois alegre pais. 5 e sapchat ben des ora mais uostre messatgiers uertadiers. serai del uers q[ 4 quel uoi chan.
Tant es e uos sos consirers. que tot autramor en desui. io ni autre uolers non adui lo desir qil ten en parctais 5.
1 L'n è stata ricavata da una m. ■ L'è è sottolineata nel cod.
3 Nel cod. quel ; poi la lineetta fu cancella e vi fu posto un 1,
4 Nel cod. que colla lineetta cancellata e col l'aggiunta di un i.
5 Prima si leggeva : temempantais.
— 23 —
deziran cuidan * murir lais. car pieg trai de 2 nuil carcereir ». quel no mor mas languis aman.
i5 Lamors 4 quel uenz el desirers.
la si destreg qe ses autrui.
parlatressi con seron dui.
cassi meteus diz qan sirais.
ai cors per qe maucis ni trais. 20 que fols faras e qe leugiers.
senaissi maucis desiran.
Ges pels enoios lauzengiers. per que\ segles mor e destrui. noil toillatz lo ioi quei condui. 25 nil bon respieg per qel es gais. e car anc nos 5 baisset nis frais. uostre pretz qes de totz sobriers. non comerccetz en lui enian.
Qenianz es e cors uolatgiers. 3o e blasmes don totz lo monz brui
damor qes falsa nis desfui.
uas celui qi les plus uerais.
ni no fcs fencha 6 ni tals lais.
anz es humils e plazentiers. 35 uas totz cuns no len tenga dan.
Non sai qi ses lo chaualliers. e seus en prec non uos enui. del ira qauiatz ab lui per miamor no 7 sia mais.
1 Prima : cuidam.
1 Prima forse : ce. Poi la parola iu ritoccata. Precede un de cancellato.
:! Il secondo e ag#. dal correttore sul rigo.
4 L ritoccato dal correttore.
5 Nel ms. uos, con u espunto e n soprascritto.
6 Nel cod. sencha, con * espunto e / soprascritto dal correttore.
7 Nel ms. so con s cancellato e sostituita dal correttore con n.
- 24 -
40 anz uoil qe sia fìnz e pais. qeus en son fizels conseillers. e faz tot zo qeu lo uos man.
p. 267] Be trastotz autres caualliers.
uos defen amar mas de lui. 45 qes de rie linatge dastrui. e sa proeza x creis e nais. e se amar deuetz iamais. aqest retenetz uoluntiers 2. que noi uei per com lo soan.
5o Bos uers sa merce lam conqiers.
miels serei seus cane mais no fui.
caitan'ean lo soleiz reillui.
es la meillers qel mon sapais.
eil genzer e cil qi ual mais. 55 per qen remir plus uoluntiers.
son pais qe tot mi resplan.
14. EN GUILLEMS DE SAINT LEIDIER.
Pois tan mi forza amors 3 que ma fag entrametre. qe la gencer del mon fa 4 ma chanzo trametre. e pois non auz aillors mon fin cor esdemetre 5. ben deuria empleiar mon sotil sen e metre. sii plagues qem laisses en son seruizi 6 metre cil cui hom liges sui sens dar e sens prometre 7.
Lo prometre amerai e fos falsa promessa mais qe autra del mon magues ioia tramessa.
1 II segno di abbreviazione nel ms. era er prima dell'intervento del correttore.
2 Prima leggevasi : uolontiers.
3 amors è un'aggiunta del correttore.
4 Nel cod. sa poi corretto in fa.
5 Nel cod. con due t, il primo dei quali è cancellato.
6 -i è tratto da -e.
7 Tutto il verso è del correttore del ms.
— 25 —
e se neguna ses * de mamor entramessa. io emenda 2 sen autrui qeu sec dreita entremessa. mos fins uolers ual tal qe sim sai saint 3 ni messa, ieu non li aus descubrir qei aia mamor messa.
i\les iai tan mamor qeu no men puesc estraire. ni nulla autra del mon nom pot gran ioi atrai re. i5 estier qe ren noil die ni non li aus retraire. mas tan qen mas chanzos li die aitai contraire, si qil sola mi ten chom non pot plus mot 4 traire. per paor denueios qui lan cuidon sostraire.
Fortrait ma si mon cor non sai uas on mi regna. 20 ni partir no men 5 pos ni cug qe ia mategna 6 p.268] per o daitan la prec sa lei platz quem marctegna. non lenoig sen die ben ni a mal non so tegna 7 et aissi sufrir nai tot zo qe men auegna et pois aurai respieg qe per merce me retegna.
25 Retenir non pois mais lo dezir ni esbatre.
qe totz iorns creis e nais e noil puesc escombatre.
trop mi fes en rie piai mon fol uoler debatre.
mais neguns hom non pot cor destregnier ni batre.
qe farà donc seu lam e non la puesc abatre. 3o languirai deziran cab leis nom puesc combatre.
Combatre non pot hom qe la genzer eil meils faita es que sia el mon e qi ge« 9 coigz la faita l0.
1 -s fu aggiunta dopo.
2 Prima : -renda, corretto poi in -tenda.
3 Prima saimt.
4 mot aggiunto dopo.
5 L'abbreviazione di en è del correttore.
,; Nel cod. la ma tegna, con / espunto e i soprascritto e con ma aggiunto sul rigo.
7 Nel cod. prima : regna con / corretto su r.
8 Cavato da faira dal correttore. 0 g ritoccato.
10 Cavato da facta dal correttore.
— 36 —
tot qan taing a bon pretz qe ren noil desafaita l. per qe sa gran ualor non deu esser desfaita. 35 ni samors es en luec mespreza ni mesfaita. soPqe lei faz amar endreitz es e refaita.
Refagz for 2 eu entiers sella uolgues emprendre. un iorn qeu lagues e qen fes desaprendre lo mal qweu trac per leis qe hom non pot aprendre. 40 car non ia negun qe si auzes emprendre.
qe tan uei son rie prez a tot lo mon perprendre •'. qen leis es lo chauzir cui se uol si pot prendre. Amie bertram ben taing e faria reprendre. seil menz unja 4 fos uers aillors feira a atendre.
15. EN GUILLEM DE SAINT LEIDIER.
Ben chantera si mestes ben damor. cant desamatz chant aissi finament. car so dizom tuit li fin amador. molt chanta miels cui amors ten iauzent. 5 car cil nom uol cui ieu plus uoil amar. et ieu no mam celas qameron me car eu sui seus e trop i dauol fé. quen per amor e pert e mon chantar.
p. 269] Al 5 mieu chantar satendon li amador.
io iamais neguns non am trop leialment 6
car mais enan li plus galiador.
non am aicels qui ren non uan uoluen.
car ieu sui fiz et anc nom uolc chamiar.
uiurai senz ioi sii bella nom rete i5 car ieu nom penz si de leis mi recre.
cautra del mon mi pogues alegrar.
1 t corretto su r.
2 Ms. forr con il secondo r cancellato dal correttore.
3 II p di prendre ha un taglio cancellato dal correttore
4 ; cavato da i.
5 / agg. dal correttore. e t agg. dal correttore.
Per lalegrar dona douza sabor. e per respeig de leis qim ten iauzen. està mos cors en ioi et en douzor. 20 mais tarza trop per qieu en uauc temen l. donc seu i fail cui deurienoiar. alaz ualenz e diras - uos per qe. car tuit diran se de mi noil soue. qe per leis fan las autras adoptar.
25 Ses tot doptar ai chauzit la meillor.
cane dels oils uis e la plus aninen.
e qi miels creis sos prez e sa honor.
sobre totas cuna 3 nolli defen
nuls hom en leis re non pot meillurar 3o mas car uas mi es de mala merce
per leis mes greu qe molt li descoue.
qeu non uolgra ren com pogues blasmar.
Blasmar deu hom un usatge q' 4 cor.
qwe fan domnas qev no lor teng a sen. 35 Ione enqerre e fan o las plusors.
qant hom las preia e serf leialment.
e bona domna sap tot qe deu far.
eil folla o 5 tarza qant tot en cor li uen.
car qil es cara e daizo non ai ren. 40 qe caritatz es qan sap qe deu triar.
Mas cella tria un drut a deshonor e pois o tarza un an o dos uerten 6 maier uiltatz es 7 segon sa ricor. q*/e sen breument ames tal qe fos gent.
1 Nel ms. prima si leggeva : remer.
2 diras fu poi corretto in dirai con un punto sulla s. ■ Ms. cuno. V-o fu cambiata in -a.
4 L'z è del correttore.
5 L'o è sottosegnato dal correttore.
6 Nel ms. uertem con m cancellato e n sul rigo.
7 Nel ms. en con n cancellato e s soprascritto.
— 28 —
las tricharitz et li fals trichadors. fan un merchat qa pretz non aperte, lai laura eza una uaize. e laissa quei qe mais li pod donar.
p. 270 Amie bertran aici mo uoil laissar.
de far chanzo e dirai uos per qe. tan Ione chantar non estet anc trop be senz ioi damor mais chanzon auillar.
A la marcheza uei l son pretz montar, cui eu soi hom e serai anc se. estier mi donz qe dautra nom soue senz ioi chauzir 2 mais qan lo dezirar.
16. EN GUILLIEM DE SAINT LEIDIER.
Estat aurai 3 estas doas sazos qeu non chantei e faz i mon dampnatge. mais ar magrobs bos uers o tal chanzo. qazautes leis cui faz lige homenatge. 5 et am tengut do pois son pretz e die. qe re non ai mas tan lo bon esper qe se ual re seu la pogues uezer. ab sol lesgart me pogril faire rie.
Ab sol legart qem mostres amoros. io magril tan fait qieu die 4 grant outrage 5. car lo seu cors es tan ualenz e bos. qe sei enten crei qe faiz grant 6 folatge. donna sane hom per sobramar faillic.
1 -i è del correttore.
2 -r è ritoccata e non si distingue chiaramente.
8 Ms. aurei, con e esp. e a soprascritta dal correttore.
4 Prima leggevasi : dit.
5 Nel cod. otrage ; u è del correttore.
6 II segno di abbreviazione ritoccato dal correttore.
- 29 —
no men deuetz per orgoil * los tener. i5 mainz na el mon ab aquel eis uoler. cane mi ne lor for las denz non essic.
E pos tant uostre 2 pretz cabalos. bes taing donna caiatz en segnoratge. un trobador qeus chant en pian perdos. 20 qeus o degnetz tenir en agradatge aicel son eu qe anc plus nous qeric. e seu die ben qeus ueng a plazer. o si qe non qe mo 3 fassatz saber pois pendetz mi seu iamais chanzon die.
25 Chanzon non die donna mais endreit uos.
a cui non aus trametre autre messatge.
mas los sospirs qeu faz degenoillos
mas manz iontas lai on sai uostre estatge.
qel mon non ai tan mortai enemic. 3o a cui trobes o aize o lezer
qeu uos pogues cubertament uezer.
anc segnor meils de cor nom seruic 4.
p. 271] Si per seruir fos tan auenturos.
cumilitatz baisses tan son paratge. 35 cuns douz alens del seu gent ris me fos. doucetamenz intratz en mon coratge. se anc nul hom per so bramar fenic. en fenira sim pogues eschazer. mas sol per so qen pogues mais auer. uisqer eu pois ben leual 5 uer afic.
40 Un sol afic an pres est enueios. encontramor e fan ° uilanatge
1 -/ tu aggiunta posteriormente.
2 Prima di uostre, un piccolo tratto di penna del correttore. 8 mo agg. dal correttore in fine di rigo.
* Ritoccato Ve, e in luogo di -e leggevasi prima -r.
5 -/ fu ricavata da una /.
6 Va di fan fu ricavata, credo. d;< una o. Dopo fan. un tratto di penna del correttore.
- 3o —
suna donna lauzatz car sera pros. clamaran uon fegnedor per usatge. e ges no men teing mais de pos anc la uic. ^.5 uoil las honors e son pretz car tener, sauals 1 dautant cautra nom a poder qem dom cel ioi caitant plus fort mabeillic.
Amics bertran digatz bertran qeu die. . trop se ueniet sei uewgues a plazer. 5o o del seu tort lais ma merce uenir. coil non faram ren acel qe non la uic.
17. EN GUILLIEM DE SAINT LEIDIER.
Compagnio ab ioi mou mon chan 2. qieu ai respeit del ioi qeu ai qem uenra 3 gmnz iois si deu piai qen gentil loc met mon afan. 5 e seu tot mi conort temenz. iois es mos bels esperamenz. per queu nom uol desesperar 4. ni partir del douz dezirar.
En aqwest dezir uau pensant io nuls hom non ha fin pretz uerai.
si damor non si met em piai.
e cel qe plus se met en gran.
per un ben a de mais dozens.
lautrui tort ler ablarcdeiar. i5 e tegna sen son foleiar.
Fols so cel capellet enan. amor aqest mal qe eu trai.
1 Nel ms saitals, espunto. Sul rigo : sauals.
2 Nel cod. char chan, ma char è cancellato.
8 Nel ms. si ha : uenrra, col primo r cancellato. 4 II secondo es agg. dal correttore sul rigo.
— 3i —
plor e sospir piane et esmai. ira e dol perda e dan. 20 aint et enois e marrimenz. amors fora esiauzimenz. si mi donz forces tant damar qweil penzes so que fai * pensar.
p. 272 Ben penz de cortesi aitan.
25 qe res non es ni eu non sai.
eu ia lam trop pos non es lai.
on tuit mautreiauol boban.
hai bella dona et auinenz.
cortezia e chauzimenz. 3o uos fezes tant humeliar
qem fetz es calqe ben cuiar.
Cab sol lo cug uolgreu chantan totztemps muzar em tengra gai et autres iauzirs eu lons pai 2. 35 daqo qeu seruiri aman.
doncs fora sals mos loncs atenz car senz uos mes totz iois nienz H mas traitz son si deus mi gar. per bona fé e per doptar.
40 On eu plus dopt nius reblan.
dobla lorgoils e peigz mi fai.
e gentils qi ab merceil uai.
deuria fragner son talaw
mas aissius fail ben aqest senz. 45 car gentils es uos e ualenz.
et on eu plus uos puesc preiar.
ab merce uei 4 lorgoil doblar.
1 Nel ms. sai, con s espunto e/ sul rigo, di mano del correttore. ? Nel cod. piai, ma 1' / fu cancellata. 8 Cavato dal correttore da menu. 4 Nel cod : ueil con / cancellata.
- 32 —
Doble ioi agra la ì cort gran.
al iutamen cant lai serai 5o on er saubut tot zo de sai.
som disses de la plus prezan.
qi fos tant cant eu fui uiuenz.
qem fos de bels acuillimenz.
beu lagna mes mon chantar. 55 els oils cels i pogues donar.
Amics bertran ia trop amar, no uoillatz ni trop esperar et eu cuig uos en chastiar. daizo don eu nom sai guardar.
18. EN GUILLIEM DE SAINT LEIDIER.
Seu tot me soi un petit mal ananz.
[Pubblicato in Sludj di filol. rom., cit., p. 444. Str. Il : crolan\ con / agg. fra o e l ; ames cavato, pare, da amics. Str. V : els norinan^. Il ms. leggeva, prima dell'intervento del correttore, leu orinanz. Str. VI : rigueult^è sicuro, con il secondo «^aggiunto dal correttore, sul rigo.]
p. 273] 19. EN GUILLIEM DE SAINT LEIDIER.
Pos maier dol ai qe autre chaitiu. [Pubbl. mStudj di Jìlol. rom. cit., p. 446. Str. II : comtost, cavato da comtotst. |
p. 274; 20. EN GUILLIEM DE SAINT LEIDIER.
Maluaisa mes la moguda.
destiu 2 don ual 3 meinz moz chanz
qe gaieza ma toluda
non fes et trics e soan.
1 Ms. lo con o corretto in a dal correttore.
2 Cavato da destili dal correttore.
3 Ms. mal, con m cancellata e u soprascritto dal correttore.
— 33 —
5 e soi en aqels enuilanitz K
camidonz nom ual faigtz ni ditz. non sai per qe mames iamais.
Amada 2 lai e uolguda 3 per faire tot son coman. io de Ione temps qeu lai ueguda. anc ues lei non fui charmant e non die qeu sia traitz. mas ben puesc entrels escharnitz sezer tro qeil ira mabais.
i5 Verais dieus don mes uenguda.
en uoluntat aitan granz
qe tant ni qant non se muda.
e pois aire noi enanz.
ben gran mestier me agra oblitz. 20 o qestes tostemps adormitz
car siuals en somgniant nai mais.
p. 275 Aqesta mia renduda.
qeu sauc 4 caillors nom balanz. conosc qes la remazuda 25 del poig qe brugizet anz. don non eissi mais la suritz. si mes mon afar per faiditz. cab sembianza ses ioi mi pais.
fin de gitììliem de Saint leidier
21. EN GUILL1EM DK CABESTANCS.
Le douz consire ■' qem donamors souen. donam san dire de uos maint uers plazen.
1 II secondo i agg. sul rigo dal correttore.
- VA è ritoccato.
8 Cavato dal correttore da uolguida.
•' Nel cod. fauc, con /espunto e $ soprascritto dal correttore.
"■ I.V è sottosegnato.
- 34 -
pensan remire uostre cors quar es gerì cui eu dezire mais qe non fas paruen 5 e se tot mi deslei 1 per uos ia non annei 2. cades uas uos soplei a fina ben uolewza domna en cui beutatz gercza. maintas uetz oblit mei. qe lau uos es mercei.
io Tot iorn maire lamor qui mo defen
siial cor uire. uas 3 autr encendimen.
tout maues rire et donat pensarne**.
plus grieu martire, nuls hom de mi 4 no sen.
per uos qieu plus enuei dautra qel mon estei i5 de a tort enmescrei. et desam en paruenza 5.
tot quant fas en paruenza
deuetz em bona fei
penre neus qar uous 6 uei
En souinenza tein la car el dous ris 20 la 7 grant ualenza del gent cors blanc e lis.
seu per crezenza 8 estes uas deu tan fiz.
uius senz fallenza en terra e in paradis.
caissim sui senz tot cug 9 de cor a uos rendutz.
cautra ioi nom aduz. cuna non porta benda 25 qeu prezes per esmenda
iazer ni fos sos 10 drutz
per la uostra salutz.
Tot iorn magenza. el dezirs mabeillis. la captenenza de uos cui soi aclis.
1 L' / è sottosegnato.
2 Nel ms. quenei, con il q espunto e an soprascritto.
3 Nel cod. ìras, con ir cancellato e u sul rigo, sempre di mano del correttore.
4 mi cavato da vai dal correttore.
5 Parola sottosegnata dal correttore. Così nel v. seguente. G Ms. nous, con n espunto è u soprascritto.
7 / aggiunta dal correttore.
8 L' r agg. dal correttore.
J Dopo cug, un tratto di penna dal correttore. 10 sos fu aggiunto posteriormente.
— 35 —
3o bem par qem uenza uostramor quor * qeu uis. fo mentendenza 2. qeus ames eus seruis qaissi sui remazutz. qe senes totz aiutz p. 276] per uos e nai perdutz. mainz 3 donz qis uolljas 4 prenda, qa mi platz mais qatenda. 35 senz totz couenz saubutz uos don mes iois uengutz.
Anz qe seissenda. sobrel cor la dolors
merces deiscenda. domna en uos et amors
iois uos mi renda, e los sospirs els plors. 40 nous mi defenda, paratges ni ricors
oblidas mes totz bes. sab uos nom ual merces.
hai 5 bella douza res. molt fora granz francheza.
sai prim qeu ai enqiza.
mamasses o non ges 45 qera non sai con ses.
Non trop contenda, contra uostra ualors. merces uos en prenda, tal qa uos si honors. ia dieus nom tegna entrels sieus preiadors. seu uoil la renda dels qatre reis meillors. 5o per qa uos no ualgues. merces e bona fes.
don partir nom pois ges. de uos en 6 cui ses meza. mamors e si uos 7 fos 8 preza. baizan ni a uos plagues. ia non uoil gran solses 9.
55 Anc ren ca uos plagues. domna pros e corteza. non estet tan defeza
1 Nel cod. la parola è sottosegnata dal correttore.
2 -den- fu aggiunto posteriormente, come sempre, dal correttore.
3 Vm di inaine è ritoccata, cavata da an. * Nel cod. prima si leggeva uolias.
6 Uh è sottosegnata del correttore.
*! en cavato da cen.
" V-o- è del correttore, su ou.
s V-Oi è del correttore, su ut.
9 Nel cod. solfes, con /cancellato e sostituito da .*. di mano del correttore.
36
que cu hanc l lo fezes. qe dals mi soucngucs.
En raimon la bellessa * el benz qe mi donz es ma sai laissat e pres.
22. EN GUILLIEM DE CABESTANCS.
Tant sui ferms e finz en amor, qe ia per mal qeu sapchauer non partrai lo cor nil uoler. qel ben el mal tieng ad honor. 5 car li meu afar maior. son en cerar et en temer, uos domna don non tueil nim uire. anz uos am eus uoil eus 3 esper. et on mais am 4 plus fort suspire. io e miels muer car nous pues uezer.
Doncs ben grieu pos uiuz 5 remaner.
sieu nous 6 uei gaire ni uos me
quar cel qi zo qama non uè.
nom pot de peior mal iazer. i5 pero mout souent malezer.
en un bel plazer qim reue 7.
cab los oils del cor uos remire.
qar aqels non 8 part nim refre.
èli sui de mos bels digz seruire. 20 ab bon cor e ab leial fé.
1 h aggiunta posteriormente dai correttore.
- Prima il ms. leggeva : bella.
3 eus è del correttore.
4 on prima dell'intervento del correttore, che ha emendato <>n in am.
5 II ms. aveva uius. Poi Vs pare sia stata mutata in *.
6 nous è del correttore. Il cod aveva uos.
7 r ritoccata.
s -;; tratta da una m.
- 37 —
Tant uos am qautra nom rete.
anz sui per uos en tal error.
con 1 cel qi a mal de chalor.
don 2 se non pot partir per re. 25 anz on mais beu 8 plus ha i de se
uoluntat de beur et ardor p. 277" atressi on plus sui iauzire.
de uos ades nai cor meillor 5.
et on mais nai plus fort dezire. 3o e miels mài 6 ioi douza sabor.
E pos tant leial amador. auetz bona dona en uer. plassa uos qeus deng escazer. qa 7 fra qes tant uostra ricor. 35 qe no sufris mais preiador. mas me cui faitz uiure ualer.
23. EN GUILLIEM DARBESTAIjNG.
Ar uei quem uengut al iorns loncs. qels flors se tengon 8 sobrels troncs eiaug dauzels chanz e refrims 9 pels plaissatz 10 qa tengut enbroncs. > lo fregz mas ar uei soblels cims. entre las flors els brondels prims. salegron chascuns a lur for u.
1 II cod. aveva prima adon. che tu poi corretto in don.
2 Parola ritoccata. :| -u ritoccata.
4 Uh nel codice è sottosegnata.
5 Segue un * cancellato dallo stesso copista. 0 / sottosegnato.
7 Va è corretta sopra una e.
8 Nel cod. rengon, con r espunto e / soprascritto.
9 L' m è ritoccata.
10 Tra pe/un segnino di penna del correttore.
11 for è scritto sopra fors els brondels prims cancellati
- 38 —
Mas ieu mesiauzic em demor per un ioi damor cai al cor io domnes douz desirers taschis. qe meins que serps desichemor men partrai per lujns uars staiz * ditz anz mes totz autres ioi oblitz uas lamor don paucs bes autz 2.
i5 Anc pos nazam cuilli del fust ::. lo frug don tug sem en tabùst tan bella non espiret crist. bel cors ben estant car eu ist blanc e lis plus queu amarisc 4.
20 tant es il bella qen son trist.
car de me noil pren mais de soing. iamais noil serai tan loing.
E qe lamors qe maflam 5 em poing.
e
25 se moua del cor ni sesqins mas ala uetz can si desioing. sespandis defors e dedinz adone son cubertz claus e cins 7 damor plus qe flors ysops.
3o E am tan qe meinz na mort s trops e tem qel iorn mi sia props. camors mescane eil son uils. e ges aissi no magra obs. qel focs qi mart es tals qe nils.
1 Nel cod. fraitz, con fr espunti e st sul rigo, di mano del correttore.
2 Vu è espunto, pare, nel cod. 8 fust è ritoccato.
4 rise è ritoccato. 6 Parola ritoccata.
6 Non c'è nessuna lacuna nel ms.
7 Cavato, pare, da crin%.
8 II -t agg. sul rigo dal correttore.
- 39 -
35 noi frudaria x plus qus fils delgatz sostenria una tor.
p. 278] Mas eu sols las sostenc lardor
e la pena qim uen damor. ab douz dezirs ab mainz destrics. 40 em nesparueis ma color, pero non die qe sera antics. o blancs deuengutz comes mox 2. qen ren de madonam clames.
Car domnas fan ualer ades. 45 lo plus auol fel et engres.
qe tals es francs et agradius.
qe si ia donna non ames.
ues totas partz fora esqius.
eu sui als pros plus humelius. 5o e plus orgoillos als sauais
Lo mais mes douz e saborius e pauc bem 8 donna don me pais.
24. EN GUILLIEM DE CABESTAING,
Pois lo rius de la fontaina 4 sesclarzis si con far sol e par la flors aiglentina 5 el rossignoletz el ram uolf. 5 e refraing et aplana.
son douz chantar et afina, dreitz es qeu lo meu refragna.
Amor de terra londana. per uos totz lo cors mi dol
1 U u è sottosegnato.
3 La parola è sottosegnata dal correttore. 8 bem cavato da ben dal correttore.
4 L'abbreviazione su o è del correttore.
5 1' / è sottosegnato.
l'- io e non pois trobar meizina. se noi ual uostre reclanì ' ab atrag damor douzana. dinz uergier - o sotz cortina, ab dezirada compagnia.
i5 Pois del tot men fail ;; aizina.
nom merauil seu naflam 4.
qar anc genzer crestiana.
non fo ni deus non la uol
Juseua ni serrazina 20 ben es cel pagutz de manna.
qi ren de samor guazaignia.
. Mon cor de ualer non fina, aiqwella es qeus plus am e sai sei uolers mengana 25 qe sobre uoler 5 lam tol plus tost sen uai de rabina. et eu son cun causa uana. las qi remaing en la fagna.
p. 279J Ben agra bona-setmana
3o qi de leis agues son uol
qe duguessa 6 ni regina 7
non es qi de leis nos clam.
bocha uermeilla cun grana.
e sembla roza despina. 35 mesclad ab neu 8 de montagna.
Senes breu de pargamina enuiu mon chant part roam.
1 m è ritoccata. Prima leggevasi : in.
2 II u- di uergier è ritoccato dallo stesso copista.
3 / è del correttore.
* Nel cod. prima di una correzione si leggeva nastam.
5 r pare tratta da : m.
6 Nel cod. dugessa, con u soprascritto.
7 II g è esp. nel cod. dal correttore.
8 Prima : ueu.
— 4i —
erti plana lengua romana 1 lai an peir 2 ug per sigol. 40 ben sapcha gentz peitauina. qe tot pitau et giana ual mais per leis et bretaigna
25. EN UC DE SAINT SIXT.
Nulla ren qe mestier maia. mais un pauc de saber. non ai de far chanzon gaia. que non ai ioi ni lesper 5 damor ni dautra raizon 3 non es aumen chanzon mais del ben qeu ai uolgut e del mal qeu ai agut e del dezir don mi doil. io la farai pos far la uoil.
Con hom plus uei ni assaia 4
ni sen gaug ni desplazer.
miels deu gardar non satraia.
lai on ioi non pot auer. 1 5 qera es una sazorc 5
qe mal redon 6 guizerdon.
eil seruizi son perdut.
e ben far desconogut.
e amors uol e acoill 7. 20 a cels qi mais an dorgueill 8.
1 Un punto sotto V r. : -r pare ritoccata.
3 -n cavato da -m.
4 Cavato da essaia dal correttore. ' Cavato da fa%on dal correttore .
1 Ve è sottosegnato dal correttore. 7 L'o è sottosegnato dal correttore.
a spran^hetta sotto Vei di orgueill.
— 42 —
Senz prometre e senz paia.
se pot domna dechaer.
sii fai sembianza qeil plaia.
aisso qe noil deu plazer. 25 car del l semblan nais reson.
mais don entram en tenson.
tals qi satira^ ben uolgut.
e non creatz queu descut.
zo qe auran uist mei oil 3o ni pois sia tal con soil.
Ges per mal qi men atraia.
ni qeu men puesca uezer.
non ai poder qeu nestraia 2.
mon fin cor ni mo uoler. 35 qamics humils amoros
fins ? ferms desauenturos.
sui cades maura nogut
zo coni degrauer uolgut
car nom biais nim destoil. 40 ni ai ioi ni pren ni coil.
Et on ella plus mesglaia.
nim fai piagner ni doler. P- 280] ili ri e chant e sapaia.
es dona gaug e lezer. 45 111 4 mes malet eu li sui bos.
eu sui agnels ili 5 leoz.
Ili ma Ione temps uill tengut.
eu leis car. Ili ma uencut 6.
e non la uenz ni men toil. 5o se tot il me desacoil.
1 d rifatto sopra un b preesistente.
2 n del correttore.
8 fins. Un è ritoccato. L'/è cavato da s.
4 // ritoccati dal correttore.
6 Ibid.
"* / ritoccato dal correttore.
- 43 -
Regina sant aragon e toloza e auigno son gent per uos reuengut e deus fa tant de uertut. 55 que uostre rie honrat capdueii trobom e fior 2 e frut e foil.
26. EN UC DE SAINT SIXT.
Anc enemics qieu agues. nul 3 temps nom tene tan dan. con mos cors e mei oill fan. e sieu ai per lur mal pres. 5 II non an faig nul gazaing 4 qel cors en suspire plaigng. eil oill en ploren souen e on chascus 5 piegz en pren. mais uolon lai obedir. io don senton lur mal uenir.
Per qe magrobs seu pogues al cor et als oils qim fan. auer de ma mort talan. fugir mas ieu non puesc ges.
i5 anz matur e maconpaign. ab lor e si 6 serf remaing a ladreig cors gai plazen cui il son obedien cuueill 7 onrar 8 e blandir
20 e seruir e ge/z lauzar senz mentir.
1 Ve è sottosegnato dal correttore.
2 e fior cavati da es bon dal correttore. * nul cavato da mil dal correttore.
4 i e g sono stati aggiunti posteriormente dal correttore.
5 u cavato da n del correttore.
0 Nel cod. sis ; ma pare che la seconda s sia stata cancellata. : Tra il e e I'm il correttore ha aggiunto in alto un piccolo u. 8 Ms. lonrar con / ritoccata e espunta dal correttore.
— 44 —
Mas una tals faizos cs. qe li plus leial 1 amari e cil qamon senz enian son soanat e mespres.
25 mais aicel a cui sofraing. tot qant ad amor sataing. son uolgut e non es gen. qamors faza lui iauzen qi non sap 2 lo ben grazir
3o el mal qan lur uen 8 sufrir.
Qar de mi vueil qem tempres queu faza tot son coman. de leis qi nom 4 ual nim blan nil plaz res qa mi plagues
35 aissim pres com pres galuaing del bel desastruc estraing a qui auenc far couen de far tot so mandamen et el non deu far ni dir
40 ren quii degues abeillir.
p. 281] Ab aitai couen empres
soi seus qe plus noil deman. mas cossir e vauc penzan 5 com eu sos plazer fezes. 45 queil dig fozan refraing.
qe diz qe braus cors safraing. qi gen lo serf humilmen per qieu ges non espauen tan lai bon cor de gen. 5o seruir qe laiam 6 laisse murir.
1 Cavato da leiai dal correttore.
2 Sab corretto in sap.
3 L' n è ritoccato.
4 Nel cod : -n mutata dal correttore in -m.
5 Nel cod. -m corretta in -n.
* Nel cod. laram, con r esp. e sopra : i. di mano del correttore.
— -p —
Mas pero piegz de mort es.
qi vai languen deziran.
et aten e no sap qan.
li uolra ualer merces. 55 et ha 1 piegz per qem complaing
quen un iorn fenis 2 e fraing-
zo qaura conqis greumen
damor qal mieu paruen
degra pujnhar al fenir :! 60 aitant co;?? al conquerìr 4.
Al mon tan gra;?z gaugz non es
mas qan samon ses enian
dui amie ab un talan
e lus cors ten lautre pres. 65 e chascuns sospir e plaing 5.
per zo qar lautre sofraing
e qan lus de lor mal oren
lautre na dolor el sen.
e chascuns na gran dezir. 70 qe ueia lautre remir.
27. EN UC DE SAINT SIXT.
Tres enemics e dos mais segnors ai e qecs poinha noit e iorn qe maiicia. lenemic son mei oill el cors quem fai uoler celeis qa mi non tagneria 5 e lus segner es amors qem bailia 6 ten mo fin cor e mo fin penzamen. lautre es uos domna en cui menten. a cui non auz mo/zstrar mo;? cor ni dir com maucies denuei e de de/ ir.
; h esp. o sottolineata.
2 Cavato da fems.
• -ni- ritoccati, scritti su -rm. 1/ / di pujnhar è del
4 -ir aggiunto dal correttore.
1 Cavato da plam dal correttore.
,: Parola ritoccata. Leggevasi, pare, bruita.
- 46 -
io Qe farai eu donna que sai ni lai
non puesc trobar nul respeg qi 1 bos sia que farai 2 ieu cui serion esglai tuit autre ioi si de uos non :i lauia que farai ieu cui cabdella e guia.
i5 la uostra amors em fui em sec em pren
4
qe farai eu ni qom potrai gandir 5 si uos donna non uoletz retenir 6.
Com durarai eu qieu non puesc murir.
20 ni ma uida non es mas 7 malananza com durarai eu cui uos faitz languir deseperat ab un pauc desperanza, qom durarai ieu qi zai alegranza. p. 282] mai non aurai si non mi uen de uos
25 qom durarai ieu dona qieu sui 8 gelos de tot home qi uà uas uos ni uè e de totz cels a cui naug dire be.
Com uiurai ieu qi tal coral suspir fas noig e iorn qe maonda pezanza.
3o com uiurai eu qi non puet 9 far ni dir. autra mas uos ren q^em tenha cuianza 10 com uiurai ieu qals non port en membranza mas uostre cors ab las plazens fazos . el cortes dir humil et amoros
35 com uiurai ieu qi dals non prec de me deu mas qem lais ab uos trobar merce.
1 Nel cod. forse qai con a soppressa.
2 / cavato da i-.
3 Cavato da noni.
4 Nessuna lacuna nel manoscritto.
5 L'o di potrai è agg. sul rigo e gandir è stato cavato da gardar dal correttore fi ni corretti : prima leggevasi : reterar.
7 Aggiunto dal correttore. s a- è del correttore.
9 Sotto Ve e il t v'è una spranghetta dovuta al correttore.
10 Nel cod. curan^a con r esp. e sopra : i, di mano del correttore.
— 47 —
Qe dirai ieu dorcna si now mante 1 francha merces si uals daitan queus uenza. a mon fin cor e a ma leial fé.
40 uostramistatz e uostra granz ualenza qe dirai eu si uos nonfait^ 2 que dirai eu quautra non puesc uezer quen dreg damor mi poschal cor plazer. que dirai eu qautra el mon non es
45 qem dones ioi per nul be qem fezes.
A la ualen contessa de proenza. car son sei faug donor e de sabenr 3. eil dig cortes eil semblan de plazer. man ma chanzo car cella de cui es. 5o mi comarcdet qa lei la 4 tramezes 5.
28. EN UC DE SAINT SIXT.
Jent an 6 saubut mei oill uenzer mon cor. et eu mos oills el cors an uencut me. qe mos cors ui eiloill celeis per qe. moron mei oill et eu el cors en mor. 5 el cors meig7 mortz gardatz ses ben traire8. fai mi a leis que lui auci aucire duri penzamen àenuei e de dezir. consìr 9 els oils de dol l0 e ieu de dezir.
Nin plor nin plang ni men doill e mon cor io ni nai dezir no men piagno?* de re.
1 Ms. manie corretto in mante. Anche non fu corretto in nò.
1 Tutto il rigo è aggiunto dal correttore con un richiamo dopo ualenza.
3 L'ultimo r è del correttore. Il quale non ha punto cancellato Vn precedente.
1 la è seriore.
3 trama^es con a corretto in e.
''• -t è posteriore.
7 La parola è ritoccata. Credo in ogni modo di dover leggere cosi.
8 Nel cod. tratte, col secondo t mutato in r.
!) Piuttosto che un'abbreviazione di con, vi pare un q. 10 Nel cod. doli, che è ritoccato malamente.
- 4« -
qar ben conosc qe per lo mal qe uè. de tari rie luec qe negus hom no mor. e pose ben dir qe rie son mei con si re e si iam pose enardir qel desire i5 qieu ai de leis li mostre ni laus dir. onratz serai neus sim fazi aucir.
p. 283] Maintas sazos mo acort e mon cor
com ieu la prec mas enaissi maue. qant cujal cors parlar la bocha te ]. 20 el dezirs creis e mos ardimenz mor. e dobla men lesglai eil luenc 2 suspire e fail mei3 senz que non sai qe dire. qar leis preiar no;* puesc esdeuenir. ni comewzar non o puesc ne geqir.
25 E sieu men loing plus mestai pres del cor. e on eu plus li fug plus mi rete. per qeu del tot retorn en sa merce qar no mor gen aicel qui fugen mor. mas ges non par qan son gen cors remire.
3o quela deia mi ni autrui aucire. anz mes semblanz quela deia garir aisso que fai tot autra mort murir.
Anz qweu la uis la conuc e mon cor.
et aie en leis mesperanze ma fé. 35 e qan la ui fui aissi sieus de se.
que per leis ual mos cors en uiu en mor.
eil sui qwec iorn aissi flzels seruire.
e dels sieus bes enarczaire grazire.
qar cels qua donc lauion en azir 4. 40 la faz ara ena/izar e grazi r.
1 te è corretto sopra : re. L'j di cuial è del correttore.
2 Così corretto. Il cod. leggeva eil uenc.
3 -/ è ritoccata. Sopra Ve il correttore ha messo un punto.
4 a cavato da o.
— 49 —
la non cuges queu uos azire. nim sia greu car uos sui francs seruire. ses guizardon quar cil qwara dezir uos me sai x tort qe mauiatz 2 fenir.
29. EN UC DE SAINT SIXT.
Chanzos qes leus per entendre et auinenz per chantar. tal quom non puescha reprendre. los motz nel chant esmercdar. 5 et a douz 3 e gai lo son. e es de bella razon. e dauinen per condar mi piai eia 4 uoil lauzar. aqi 5 la blasme defendre.
io E6 cel qe uol de mesprendre.
blasmar 7 homs del seu trobar
deu p7*emeirament aprendre.
com el puesca razonar
per dreig zo qen 8 uol razo. i5 e sei tortz es 9 sieus o no.
si quel sen puesca saluar
mas nos iui a chastiar.
hom fols ne ab lui contendre.
Sauis hom qe uol emprendre. 20 nuli gran faig ni comenzar.
1 .v del correttore, su /'.
- inaurata nel ms. corretto in mattiate.
■ -in; è del correttore.
4 Nel eod. : plaida. La correzione è dovuta al solito Piero del Nero.
"' »7 e i del correttore.
■" Posteriormente aggiunto dal correttore.
Ms. E blasmar, con E cancellato dal correttore. * -h del correttore, su m. '' fs cavato da el.
— 5o
deu primeiramen atendre entro quel ueia per clar sei fai sen o faillizo qe fols es qui mou tenzo 25 e non puesca guerreiar don li conuegna danar per forza sa merce rendre.
p. 284] Mal a fait son temps despendre.
li lag faig qweil han faig far. 3o donnas ardre nfanz1 apendre
e puizellas 2 espadar.
e mainta religio.
metra fuec 3 e a carbo.
don arz zo crotz et aitar 35 hai deus com podetz estar. <
daitals fals uenianza prendre.
Huei mais ner4 ma dolor mendre.
30. EN ELYAS DE BARIOLS.
Pos uei qe nuill prò non te. amors ni nuill be nom fai. non fas gran esforz sim nestrai pero forzatz men recre. 5 qe non pose tan loniamen. suffrir tan greu malananza. e car non ai esperanza, en qalqe reuenimen:
Nujlla 5 esperanza de be. io ni nuil bon conort noi sai.
1 Nel cod. ni fan\, poi ni fu esp. e corretto : n.
2 Cavato da pu\ellas.
3 Nel cod. : suec, corretto : fuec.
4 ner cavato da uer dal correttore.
5 Vi fu inserto dal correttore.
— 5i —
en amor qui los seus dechai. els fals enanza e mante, qi nan * tot lo iauzimen. pero qw/ls seus desenanza 2. i5 el dezenanz pren merenanza. part 8 lo blasme qil naten.
Ben sui seus per bona fé. e pos tan mal men estrai, damor qe nuill be nom fai 20 penz chascuns oi mais de se. qe lo meu entendimen. e mon cor e mesperanza. forzas pos res no mena^za. ni noi truep nuil chauzimen.
25 Cane iorn non trobei merce.
en amor nil plac ni piai..
per qeu merce noil creirai.
car penz qe non ualgues re.
cab segnor auar tenen. 3o ai estat per alegranza.
e re mais ira 4 e pezanza
non aie ab greu pensamen.
E pois qenaissis capte. amors uas lo seus qwestrai 5
35 be sui fols que plus matrai pois qe nuls be no me uè si fai de tant solarne?! 6 de qem don grarct benananza. la beli en cui ai Manza.
40 del seu bon pretz non deissen.
1 Cavato da nan dal correttore.
2 Corretto su desanan\a. ■ L'a è sottose^nato.
4 i è del correttore, che ha cancellato anche un e fra r e .'.
1 -s- è del correttore.
,; m ritoccata dal correttore.
32
31. EN ELIALS DE BARIOLS,
Car compri uostras beutatz. e uostras plazens faizos domna el bel semblant amoros el uostre auinent solatz 5 pois nous auz mon talari dire 1 ni de uos nom pois partir 2. ni dals non son meu dezir. ni tant nuli gaug non dezire.
p. 285: Ben tart sera deziratz.
io dorcnal uostre bels cors ioios.
tant es auta et eu 3 sui tant ios.
se nous uenz humelitatz.
uostre bel cors don sospire
e nai faig maint greu suspir. i5 e sai qe non puesc gerir4.
sumelitatz nes a dire.
Anz uos die ben accordatz. donna tan sui temeros com uos am e sui 5 enueios 20 tant non fui de uos priuatz. pero ben penz e consire, qe tot sabes mon albir. uos es zo qem 6 fai jauzir. qe no sui de plus jauzire.
25 Ben sui iauzentz et iratz. auinenz donna per uos.
1 -e è espunto dai correttore.
2 -r sottosegnato.
:i eu è del correttore.
4 II primo r è sottosegnato dal correttore.
ù s- è del correttore.
6 -e- è espunto.
53
iratz sui car eu ì en rescos nous aus dir mas uoluntatz. e sui iauzenz cant remire. 3o uos ques 2 la genzer com mir. mas mei oill man fait faillir. qem fan a dezir aucire.
Ben es mortz qi es pensatz.
e uiu desauenturos. 35 daqo don plus es cobeitos 3
e noilles nuls bes iutjatz 4
daitai mort sui eu suffrire.
donna nom toill ni uir.
e sem metes en air. 40 ben crei totz io monz mazire.
32. EN ELIAS DE BARIOLS.
Amors ben maues tengut en uostre poder loniamen. e qar anc noi trobes faillime/z. ni merces no ma ualgut. 5 a mi per qe fais faillenza.
car a leis no mostratz mos mais, cui sui liges hom naturals. se tot no len 5 fas parue/zza.
Et aurias me ereubut 6. io amors e faig rie e manen.
sim donauatz 7 tan dardimen. qe mon fin cor esperdut.
1 u ritoccato.
2 L'abbr. di uè è del correttore.
8 II cod. leggeva : cobertos, che fu poi corretto in cobeitos*
4 j è del correttore su i.
6 Cavato da voleri dal correttore.
w 11 primo e è stato cavato da un e.
7 -na- ritoccato dal correttore.
- 54
per sobra de benuoille/iza. li mostrasses una uetz siuals. i5 ia pois non crciria 1 ren als. sol fezes daitant ualcnza.
Ben faz sembianza de mut qant uei son bels cors auinen. de la bella o qei 2 menten. 20 sili ten mon cor esperdut.
qeu non laitz dir per temenza, coil sui francs e finz e leials et amics en totz luecs cabals. qe dals non ai souinenza ?.
286 25 Ies nom son dessouengut.
donai uostre plazer plazen. qeu conuc 4 al comenzamen. don maguest leu deceubut 5. car compri ma conoiscenza. 3o e uostra beutat qes aitals com bella rosa e bels cristals pos ab uos non trop guirenza.
Domna se deus uos 6 aiut.
pos conoiscetz qals es gen. 35 conoscatz qeus am flnamen.
e com sui a uos rendut.
e com uostramor magenza.
e com sui uostrom naturals.
e con 7 anc uas uos non fui fals 40 e con trac8 greu penedenza.
1 ia aggiunto, pare, dal correttore.
2 o ed i sono sottosegnati.
8 Cavato dal correttore da souenen^a.
4 Corretto su comic.
5 II primo u aggiunto sul rigo dal correttore.
6 -s è del correttore.
7 n ha una spranghetta sottoposta di mano del correttore.
8 Ms. te (ma l'ultimo e non è chiaro, parrebbe un e) sormontato da un segno
— 55 —
El segnioriu de proenza. es uengutz segner naturals. a cui non platz enianz ni mais, ni cobeitatz ni lauzen *.
45 En blacaz uostra ualenza es de totas ualors engals. e sapchas sades es aitals. non trobaretz qi laus uenza.
33. EN ELIALS DE BARIOLS.
Amors bem platz em sap bon. car per uostres fagz uilanz. mercscmgiers e soteirans uei qweus desprezon li bonz. 5 tot per la uostra faillida. uos fug chascuns eus oblida. e per fols captenemenz. qe faitz tan desauinenz.
Amors eu ui la saison 2 io qe uos eras flors e granz. er uei dels plus sobeiranz qin tenon tuit mal resorc per qe cil uos 3 an giquida. qius an loniamen seruida. i5 car menz na de chauzimen. cel qi uos seru leialmen.
Amors eu non sai baron. tant sia ioues ni sans.
d'abbreviazione, che potrebbe essere quello di ra. Ciò è dubbio. tutta\ia, dal punto di vista paleografico.
1 n con una spranghetta sottoposta.
2 Nel cod. faisom con una correzione seriore, di mano del correttore. 8 Corretto su uol.
— 56 —
qi mezel dos e bezanz. 20 ni uos seruis l senz guizardos. qaissi 2 es malezida qa cels qius an obezida ci :! menzongeire uoluenz. e siruetz los desiruenz 4.
25 Amors aissius die de non.
qeu non sui en uostra ma«z.
car 5 ben es simples e planz.
qis meten uostra preizon.
e gart me dieus daital uida. 3o qe ia nom si escharida.
qeu uos sie {i obedienz
ni torn als uostres turmenz.
p. 287] Al ualen rei de lion.
qes segner dels castellans. 35 cui eu sui amics certans. tramet sii platz ma chanzon. e si es per lui grazida. meils ner chantada et auzida. qel es sobrels plus ualenz. 40 lars 7 e adrei e plazenz.
Jes sa ualors non oblida. de la contessa grazida biatris ni sos bos senz. ni sos 8 bels captenemenz.
1 Nel codice questa parola è cavata da serius.
2 -a- è seriore, aggiunto sul rigo dal correttore.
3 / cavato da s dal correttore.
4 -r- è seriore, aggiunto sul rigo dal correttore. :* Corretto sopra cai.
6 -e è ricavato da un e.
7 Sotto la s una spranghetta di mano del correttore. * -s ricavato da /.
- 57
34. EN ELYAS CAIREL.
Molt mi platz" lo douz temps dabriL cant uei fiorir pratz e boissos. e aug lo charrì dels auzelos. qe fan los plaissatz retentir l. 5 adoncs consir.
con eu pogues iauzir dun ioi nouel qe mes el cor intratz. qi uen damor a cui me sui donatz. per qeu farai gais motz ab son plazen. io qatendut ai las razos lonjament 2.
Madomna 3 a pretz segnoril.
e los faitz els ditz amoros.
per qweu nam mais mos oils amdos
car me feiron en leis chauzir. i5 mas non lhaus dir.
mon cor ni descobrir.
car per un pauc peri hom souent assatz.
e seu de lieis perdial gai solatz.
ni gab ni ris nil bel acuillimen. 20 non uiuria pois iorn mon escien.
Del sieu bel cors graille e sotil. blanc e gras suau len e dos uolgra retraire sas faissos. mas gran paor ai de faillir. 25 cant ieu remir 4.
son gent cors cui dezir.
sa saura cri plus 5 qe aur esmeratz.
1 'tir ritoccato dal correttore.
- Ricavato da loiainit.
■ M è del correttore.
4 Segue un e cancellato.
1 Tra cri e plus una spranghetta, che trovasi piuttosto sotto 1*1,
— 58 —
e son blanc front els cilz uoltz e deljatz *. eis oils el naz e la bocha rizen. 3o a per un pauc denan 2 totz non la pren.
Lo cor ai temeros e uil domna cant ieu sui deuant uos tant qe dals non sui poderos. mas cant dels oils q^eus remir.
35 qeus cuidon dir
la grant pen el martir en qe ma metz uostra fina beautatz. per qe uos prec bona dompna sius platz. qaiatz merce de mi e 3 chauzimen.
40 et non gardetz al uostre pretz ualen.
p. 288] Qamors non gardal plus gentil
lai on es uencuda raizos.
mas celui ques cortes e pros.
qi 4 sap lonor el ben grazir. 45 per qeu nom uir 5
donna de uos seruir.
anz sofrirai lo ben el mal em patz.
e fora men del tot desesperatz
mas per seruir bon segnor humilment 5o ai uist paubre uenir rie e manent.
Chanzoneta uai ten tost e uiatz. dreit al marqes de cui es monferratz. e digas li qanc a uolpill dormen 6 non intret garics en bocha ni en dent 7.
55 Domn ysabel ma chanzo uos prezent qar ualetz mais de tot lo remanent.
1 Cavato da deliat\ dal correttore.
2 Cavato da deuan dal correttore.
3 e è del correttore.
4 qi cavato da ci.
5 Cavato da tur dal correttore.
6 L'-n è sottosegnato.
7 t sottosegnato.
- 59
35. EN ELIAS CAIREL.
Era non uei poi ni comba. on foilla ni flors paresca. mas la blanc neu qui 1 tresca mesclad ab uent et ab ploia. 5 per qeu ai talan qè fassa saber lai 2 en terra 3 grega. tal uers qe ma dona entenda. dont uoil mas raizos soiscebre.
Plus es senz fel qe columba io ma domne uermeille fresca.
per qel cor men sauta e tresca.
car sa ualors creis e pueia.
mas cor ai trob fol car qassa
zo qeu non crei qe cotisega. i5 pero nuls hom non entenda.
qeu lam mas per ioi recebre.
Qus rirs sauais qe trastumba. fina amor o lentrebresca. se mei ab donas en tresca. 20 et a la persona uoia 4. de ualor e de ben lassa, e teing donna trop per pega. qe suffre qen leis entenda. ni chamja 5 pin per genebre.
25 Qatressi con la retomba.
frang leu e fai mainta 6 lesca.
1 II q è tagliato sopra e sotto ; sotto dal correttore.
2 i cavato da r dal correttore.
3 V'ha un ritocco del correttore. È, p. es.. del correttore l'abbreviazione di tr
4 Una spranghetta sotto l*o.
5 / cavato da i.
8 Cavato da mainca dal correttore.
— fx> —
fraing amor quam a lei tresca. cel cassa ricor la loja ] qel uai dizen tals mabrassa 3o qes pres de me una legua. tant tro que\ maritz lentenda. gardatz sii deu saber pebre.
Si col pescaire que piomba en la mar è pren ab lesca
35 lo peisson qi saut e tresca atrescim 2 ten pres en boia fin amors e non deslassa don pois il uol qeu la segua, e qen tan rie loc mentenda
40 pot me rie far o decebre.
p. 289] Souen cai e leua et tomba
cel cui finamors enuesca. qinz el cor me saut entresca. mas ges lo mal tragz no menoia. 45 qel cors la bocha menassa. qar zo qeu plus dezir negua. donc sii platz mos oils ente/ida. ma donne pot sapercebre.
36. EN ELIAS QAIREL.
Totz mos cors e mos senz
soli esser pauzatz
en ioi e en solatz.
mas tant men sui logniatz.
qe mon dan nai fag gran.
per caran uauc esforzan.
1 j cavato da ».
■ Nel cod. atrescum. Il correttore ha espunto le due ultime lettere e ha scritto di sopra : im.
— bi- dè chantar e ges nom par qeu chantes ugan l qi no men blasmes. car mos talens men fai pauc de ualenza.
io Ben fora plus ualenz
mos chanz e plus prezatz.
seu fos per lei amatz
on 2 ualors o beutatz.
uai doblan mas pauc blan 3. i5 seu mor per lei deziran.
doncs laissatz mon fare i car apres
lo mal uen lo ben ades
serai suffrenz. oc tro merce lati uenza.
Si merces nom lam uenz. 20 que farai suffrem patz.
morrai di uano 5 si fatz.
e con desesperatz.
cautre nan uauc doptan
de qe qe dobles 6 lafan. 25 de preiar not deus tarzar 7 oc sauzes.
cuias donc que non tescoltes.
il no>2. tumenz daltre 8 non ai temenza.
Merce e temenz li sui ben espagatz ;> 3o non pose mai trop es fatz. conseillam donc bem platz l0. uail denan n mercean 12
1 V-U è sottosegnato.
2 L'abbreviazione di n è del correttore.
1 blatte con e cancellato, di mano del copista.
4 -/;; di lassati; ed e dì fare sono dovuti al correttore. Ms. lassar
1 Ina crocetta sopra l'a-.
,; -b- del correttore. L'/ di afan cavato da .*.
7 Parole cavate da deu ratear dal correttore.
s tr ritoccati dal correttore.
• pagliata con u cancellato dal correttore. 10 Si direbbe che il / sia stato cancellato dal correttore. *l Cavato de deuan dal correttore. a2 e sottosegnato.
far
— 62 '-
non aus. per qe. car ual tan. non doptar si faz uai bar * a sos pes 35 crai sui. sias confes.
ab digz plazens aqest conseils magenza.
Domna uostre cors genz.
e uostre pretz honratz
ma tragh locor da latz 40 et er uostrel pechatz.
seu penan moir 2 aman.
per qeu uos prec en chantan.
qel parlar 3 pert qant esgart.
com uos es la genzer qe anc nasqes. 45 don uiu iauzenz et en greu penedenza.
p. 290] Domna par nos 4 puisc trobar.
loing ni pres e sab oc totz dies. qwes conoissenz e fai ualer ualenza.
37. EN ELYAL CAIREL h
Qant li freidors 6 sirais laura douzana si meislamors 7 plus gais. qe qan flors grana, qal cor me sors 8 em nais una fontana don la dolors el fais. qai suffert sana, mas grawz follors matrais. follamor uana. per qieu aillors mi lais. nes plus certana.
1 Una crocetta sulla r.
2 moir è ritoccato dal correttore e cavato da morir.
3 II primo r è ritoccato dal correttore.
4 Nel cod. leggevasi : uos.
5 Inutile abbiamo ritenuto dare a questo discordo la forma strofica, che gli conviene. Per guadagnare un po' di spazio, riproduciamo anche più di un verso nella medesima linea.
6 Cavato dal correttore da fresdors.
7 cudamor nel cod. ; ma cud è espunto e mutato in eisl.
8 Parola ritoccata, cavata, pare, da me^os.
- 63 -
Eu no cug ges de seruitz perdut. nuls hom agues guizardon. tan plazen. pero bem penz. qe mi aia ualgut ma bona fes. qar amei leialmen. leis o * merces. no uoil mais qe maiut car ai 2 apres son fals acuillimen.
Qelam trai ab semblam gai drut uerai el balanza. mas oimai lescaparai. qar pres ai sa coindanza. tal sauai 3 conos e sai per cui naurai uenjansa. e eu sai 4 qab leis qem piai, remanrai ses doptanza.
Ben cuidei laissar. rire iogar.
e drudaria. mas per nul afar desesperar.
hom 5 nous deuria.
qar cil cui deus gar. que non ha par
de cortezia. mi fai alegrar em fai chantar
e uol qieu 6 sia.
Leials seruire damor engan. e qieu nom uir 7 aillor mon talan. qant ieu remirel color ben istan 8. no/2 sen martire dolor ni afan. al mieu albire folor uau chassan mas ben pot dire qonor i hai gran.
1 o sottosegnalo dal correttore.
Ms. hai con h sottosegnato, come espunto. :; i aggiunto dal correttore. ' Le parole in corsivo sono del correttore. ' hom cavato da oh dal correttore. L*h è poi sottosegnata. ' I aggiunto sul rigo dal correttore.
' lavato da iur dal correttore. 8 istan cavato dal correttore da estati.
- 64 -
Seu ani leis on bcutatz ' sespan.
cui clam merces sii platz daitan.
qe mon seruizi prenda
e mon descort entewda
lo gai son qar per nulla fazenda.
non er qieu non atenda.
sazon. tant qe merces descenda.
en leis qen fass esmenda
e perdon. el braz al col mestenda.
qieu non uoil autra renda, qem don.
p. 291] Ualen prezen aurai de leis on menten.
sim ten breumen lo ioi don mi fez couen.
souen. apren. en leis corteziae sen.
cui gen. enten. son cors plazentiers plazen
38. EN AIMERIC DE ROCHAFIZA 2.
Ges per freig 8 ni per calor. ni per pascor ni per foil. non hai ioi mas don mi soil de leis qi salua sonor. 5 ha de totz gratz 4 e lampara, e no satrai nis regara, uas desauinen 5 folor. anz li es saluatge fera, per qieu manz ionchas ,; lim ren 7. 10 quar hanc nul galiamen
non fetz nìn pensetz arcqwera.
1 Cavato da brutale.
2 % cavato da n dal correttore.
s Aggiunto, l' i. sul rigo dal correttore.
4 t agg. dal correttore.
5 -smiinen cavato dal correttore da sailimen. * eh è sottosegnato dal correttore.
7 Cavato da ten dal correttore.
— 65 —
Chauzit ai eu la genzor.
qi donneia ni acoill.
e sii platz nom mostrorgoill. i5 ni no 1 me grat per ricor.
ni no me sia trop cara.
merces qi noi es anqara.
pos 2 ma pres per seruidor
e pon sap qieu non. nascerà. 20 mas per far son mandamen.
per qel sieu bon chauzimen.
segrai si ben o mais mera.
A per pauc car nom socor.
non muer e de mi non toil 3. 25 qar sis dolgues pos em doil.
agram per fin sofridor.
totz lafanz qe no mes ara.
bem par qe no mes amara.
anz ma tant douza sabor 3o cab un plazer men lauzera.
qem fezes seguentre cen.
enoigz part lo pensamen.
era de leis nom clamerà.
Miels de dompna miels damor. 35 miels de tot qom pot dir uoill. e miels dautra ques despoill. miels de plazer e damor. miels 4 de 5 be qom uè ni gara, miels es de tot miels uos era G..
1 Cavato da mo.
2 II p di pos è ritoccato dal correttore.
* Ms. doil; ma d è espunto, e mutato in /.
4 5 aggiunta dal correttore.
5 de cavato da di dal correttore
6 Nel codice manca il seguito della strofe e non c'è alcun segno. Si noti che la strofe finisce con era (Appel. Prov. Ined., p. 5». sicché il copista sarà passato con 'occhio all'ultimo era.
— 66 —
40 Si las lagrimas qieu plor uisson * chaer uostri 2 oill. ni uisses domna com moill. de laiga cauda qem cor. per la boche per la cara.
45 non cug fossetz tant amara, non acses qalqe dolor al cor qe merceus redera don pois mi feira tan iauzen. qe per autr esbaudimen.
5o negun son ioi nom cambiera.
Tant finamors nous pauserà, en dos cors mon escien. mas damdos fes un 3 tan gen. amors qe loncs temps i era.
39. EN A1MERIC DE ROCHA FIZA
En aissim pren com fai al pescador.
qi non auza sos peis manjar 4 ni uendre.
entro qels a mostratz a son segnor.
qen tal dona mi fai amors entendre. 5 qe qant eu faz siruentes ni chanzo.
ni nulla ren qieu penz qeil sia bon.
lai lo tramet per tal qe sen retegna.
so qe uolra 5 e qe de mil souegna 6.
e pois ab lo sieu remanen. io deport mab corteza gen.
1 Parola ritoccata dal correttore.
2 -i sottosegnato dal correttore.
3 Ms. una, con -a cancellato.
4 Cavato da mangar.
5 Ms. uolrra con un r cancellato. * L'o è ritoccato.
67 -
Aissi com fan uolpill encauzador.
encanz souen zo qeu non auz atendre.
et cug penre ab la perditz laustor.
e combat zo dont no mi puesc defendre. i5 col batailliers qa perdut son baston.
e iai nafratz sotz lautre campion.
e per tot zo lauol mot dir non degna.
qe per son dreig ha respeig qerc reueigna.
sis sa 1 et es proat per cen. 20 per qieu nai maior ardimen.
Ardimen nai 2 e sai auer paor.
e qant luecs es tenzonar s e contendre.
e sai celar e gen seruir amor.
mas ren nom ual per qem cut tal cor f end re. 25 qar del sieu tort non puesc trobar perdon.
ab lei qe sab qe seus serai e so.
camors o uol qenaissi me captegnia.
et eu trop mais dieus don qe bes 4 men uegna.
quar ses lei non hai garimen. 3o ni poisc poiar sii non deissen.
Ses tot enian e ses cor trichador.
maura sii platz qaital mi uolia prendre.
e noi 5 gart ges paratge ni ricor.
qumilitatz deu tot orgoill descendre. 35 e qar il sap qanc no fiz faillizo
encontra leis nill haic talan fello.
saisso 6 nom ual cortezia noi regna.
qe tot bon pretz ha qa domna couegna.
et en 7 tot bon comerczamen. 40 deu auer bon finimen.
1 Ms. fa, con /espunto e mutato in s dai correttore.
2 i è del correttore. 8 t cavato da r.
4 s cavato da n dal correttore.
5 Ms. noi con i espunto e / soprascritto. 8 Ms. f aisso con / esp. e s soprascritto.
7 Ms. eu con u espunto e n soprascritto dal correttore, come sempre.
— 68 —
On mais la uei la tenon per genzor mei oill quem fan affamar et ecendrc '. mas ieu sai be qil ha tati de ualor. quai zo lam tol mas merces lam pot rendre 45 per qeu nestauc en bona sospeisso. et estarai tro sion hoc ho 2 non. qesser pot be qenaissi sesdeuegna quautre blat hai uist ab formen. et ab plomb afinar argen.
40. MARCHABRUS.
p. 293 Pars in nomine domini
fes marchabrus lo uers el so. auiatz con diz 3 qe nos a faigz per sa douzor. 5 us segnorius celestiaus. probet4 de nos un lauador. cane pos de samar non fon taus daicels 5 de las uaus vizitaz 6. mas daicels de sai vos conort.
10 Lauar de ser e de mati.
nos7 deuriam segon razo.
eus afius
qecs 8 a del lauar lezer.
domentre qestam sans e saus. i5 deuraw anar al lauador.
1 Ms. escendre, con s cancellato.
2 h sottosegnato dal correttore. 8 di\ sembra cancellato.
4 probet con t cavato da e dal correttore.
6 d ritoccato dal correttore.
6 -ta\ ritoccato dal correttore. Forse -far ? Non è cosa certa.
7 uos con u espunto e n soprascritto. .
8 Ms. qes non s corretta in cs.
69 -
qeus ' er uerais medicinaus.
car sabanz iungem 2 ab la mort.
dautra caza 8 aurem alberc 4 bas.
Sei 5 segner qe fé tot cant es. 20 e sap tot cant er ni anc fo.
nos a promes.
coronae nom demperador.
la beutat sabem 6 et es taus 7
car cil qiraw 8 al lauador 25 plus qe lestella iauzingnaus.
ab sol qe vengem deu dels tortz.
qeil fan sai e lai vas domas.
Per grant escassedat 9 la fetz
part a tort de som compagnio. 3o ai cals danz es.
jas uoluon en lai li pluzor.
don lur gazainz 10 er n enfernaus.
sanz nom correm al lauador.
caiam la bocha nils oils claus. 35 un non ia tan dorgoil gras.
cai murir non trop contrafort.
Probet del 12 lignatge cairn, del pei 18 maira u home telo.
1 Ms. qens, con n espunta e u soprascritta.
2 iu- cavato da ui.
3 -a è ritoccato in alto.
4 -re scritto dal correttore su r.
6 Sei cavato dal correttore da Seg.
6 Cavato da labem dal correttore.
7 / ritoccato dal correttore.
8 i soprascritto.
9 -t del correttore su r.
10 Corretto su ^a^ain^n^ dallo stesso amanuense.
11 er da et, di mano del correttore.
12 del aggiunto sul rigo dal correttore.
13 i scritto dal correttore su r espunto. 11 -ir ritoccato d il correttore.
— 7° —
na tans aissi 40 e mas us dieus non pot onor.
veira qill er amics corals.
cab lauer tuit del lauador.
vos sera Jesus cuminals.
e tornem los garsos atras. 45 qen aur crezon et en sort.
Veil luxurios cornaui. cocha dinar1 bufa nizo *. trop en cozi
remanrau aqweil felpidor. 5o car dieus uol los8 arditz els autz. essaiar al sieu lauador. e plantara lus lautren lort. so don creis grans antal nas 4.
Sai en espagna li marqwes K 55 e tuig del tempie salomo. sofron los pes. lorgoil de la gent paianor. per qe iouens cueil auol laus. el crims per aqel lauador. p. 294] 60 uire uersa 6 sobrels captaus
francs faillitz de proeza 7 las us non amatz ioi ni deport.
Desnaturat son li frances. qe de lafar dieu dizo no. 65 eu sai con es 8
1 Ms. durar con ur espunto e in soprascritto. Anche Yx di luxurios è ritoccato
2 Ms. tu%o con tu esp. e ni soprascritto dal correttore. 8 o è del correttore. L' / di uol è ritoccato.
4 Ms. uà con u esp. e n scritto sul rigo dal correttore.
5 11 segno d'abbreviazione di uè è del correttore.
6 II segno di er è del correttore.
7 L'abbr. di ro è del correttore.
H Manca un verso, ma non vi ha alcuna lacuna nel ms.
sai plora giane peritans. dieu lo comte al seu lauador. conduga e meta larmen paus. Sei conceilh peiteus * e niortz. 70 per qe nos resorsic del vas.
41. MARCHABRUS.
Lan can cort la douza biza. el gens terminis maonda. uoil qe mos chanz nos resconda. et auia lom loing e pres. 5 e teing ma gran merauilha 2. si qe chantar en confes si lungz fals motz troilha.
Li oilh mostro al cor la uia. per qe lur senz esconfunda. io e mas el crims del fol sobronda. Forail 3 miels ia non nasqes. qe mais ab trizer brezilha. espera piegz en apres. qe qil cremauen grazilha.
i5 Qui de lautrui nos chastia.
ben es com del sieu refonda 4
cant amors failh amors loingda.
abric recrezent en gres.
e puis tant cant uiu per ella 20 el blasmes sec len ades.
car uiu dautrui remazilha.
1 II secondo e ritoccato dal correttore.
2 Ms. merauiuilha, con il secondo ut cancellato. / ritoccato dal correttore.
4 Ms. refronda con r cancellato.
- 7* —
Sei qe per marit l nos fiza. uol com de leis parie bonda. on plus ner mais ia onda. 25 tais cortezia sembles.
mas de dos eri sus grondilha.
la puria les apres.
qe la sec e la brezilha.
E ment restau daital guiza. 3o fan don non fos sa preonda 2
e lagaitz es latz lesponda.
qwdlh 3 retrezen cames
e uas nul latz nos ganzilha.
qel aqi noil siades. 35 pueis qe ab son drut frensilha.
Aqest pareils fai 4 paria don nais semensa non monda. per qe dreitz e fes estronda 5 e mout homen son enuers. 40 cil 6 lau ab lor cotilha. don enians està em pes. e leiall fes contra milla.
p. 295] Vas la fenida sembria.
lo uers ses quel chant nil gronda. 45 e de camors dezironda. qe tost sai som par cofes. cant uè a la sofrachilla. tals compaignz mesta de pres. per qe soen sestendilla.
1 Nel cod. marir, con -r esp. e t soprascritto.
2 e ritoccato dal correttore.
3 II segno d'abbreviazione di uè è del correttore.
4 / ritoccato.
5 Nel cod. esfronda, con / espunto e t soprascritto dal correttore. Anche Ys fu aggiunto dal correttore.
6 Nel cod. ql, con q espunto è ci scritto sul rigo dal correttore.
- 73 -
5o Lo x mal qe soen estrilla 2. non agra ia sem crezes. tort aura semen cotillha.
42. MARCHABRUS.
Bel mes can sazombrail treilla. e uei spandir la bruelha 3. e cascus auzels sesueilla per chantar de sotz la fueillha. 5 el douz terminis sessugna e son li prat 4 groc e uermeill non puesc mudar nom apareil. dun uers faire far lai eu hoc.
Lo terminis sapareilha. io de tot aco qe hom uueilha.
sauis es qi sacowselha
consi del miels prengue 5 cueilla.
e gart som de la belluga
qe no?z mor per reire conseil. i5 e bes e mais intren aureil.
e pert lo mais pel meins son loc.
Lo sols mati soleilha. el niuols al uespre mueilha. e lescarpios serbreilha. 20 e no mes uis cai coni cueilha. per qe lau com de lai fuga, capnablana poilh non trepeilh. seil c> bel dig en escur ombreil fan far trenta plors per un ioc.
1 /. è ritoccato dal correttore.
2 et pare essere stato cavato dal correttore da un A maiuscolo.
* / ritoccato dal correttore.
* Corretto su pari.
5 Nel cod. prenghue con h cancellata. ,; / aggiunto dal correttore.
— 74 —
25 Qui ab falsamor denteilla.
se meteis cug qestueilha l.
e camia per autrui peilha.
sa dreitureira despueilla.
gent acueil mas pueis en bruia. 3o femna pos a lag de bordeilh.
el fols non saplec son cabeilh.
pos li fail lo pertraitz al broc.
Uos es de drut can sordeilha. cautre son luec li tan tueilla.
35 per cafol pel tras laureilha. drutz qe per si douz sorgueilla can son dui en la charugua 2. sii ters noi uè men 3 meraueilh et ilh pessa mai fosson eilh 4.
40 caitals es natura de foc.
p. 296] Sei qe mais uas leis merseilha.
ben coue qe plus sen dueilha. re nom sap qui prim guabeilla. cals auentura sazueilha. 45 mas sella qe lis salugna. gieta si e lui el braceilh 5. e non trobon degun gandeilh. mas cazutz de \en deroc.
La uida qens es baudeilha. 5o per freuol fìl pendegueilha. ben es fols qui no sespeilha. el segle qenz de san tueilha. tals uè long qen apres cugita 6
1 11 t è ritoccato ; Ve di-eilha è stato inserito dal correttore.
2 II secondo u appartiene al correttore. 4 men è del correttore.
4 L'è è ritoccato.
5 La cediglia è del correttore. * Nel cod. cugitta.
- 75 -
e nos seguem eis lo cameilh. 55 atretal faran tug aqilh.
don anc anqera us nos moc.
Lautre segle ses * del uia. qant sespart 2 lo frugz del branqeilh sai fan la uist el despareilh. 60 e uai sen larma e laissal floc. sai fan la iust 3 el despareilh. e uai sen larma ses lo 4 floc.
43. MARCHABRUS
En estui cant cridal iais. e reuiu per mei lo plais. iouens ab la fior qe nais. adoncs es razos com lais. falz amor enguanairitz. als uolpilhos 5 atrupitz 6.
Li sordeior el sauais. nan lo meils el meins del fais. pauc so prezo qil nirais. amarai mas non puesc mais, qe de tal amor soi guitz. don sai qe serai traitz.
Perpres dautrui easlar. ab so qe noi auz estar.
1 il secondo s è stato ricavato da /.
2 Nel cod. era scritto : espant. Il correttore ha tolto la n e lui posto su a l'ab- breviazione di r.
* iust è ritoccato, cavato da uist.
4 ses lo sono aggiunti dal correttore in alto su fes lo cancellati. Accanto un' altra cancellatura : e laissel.
5 11 primo / è cavato da s.
,; Nel cod. acrupitx;, con e espunto e / soprascritto dal correttore.
- 7f> -
i5 e pero non puesc mudar, de mos enemics noi guar. ia noi serai assailitz. qen auta roqes bastitz l.
Si col porters mi uoil aucir. 20 cautre nom lais entrar, segur poirai guerreiar. mas al sagramen passar, tem qe serai escharnitz. qe mil uetz 2 i soi saillitz 3.
p. 297] 25 Lai sui pleuitz e iuratz.
qe noti am uas autre latz. mas daisso es granz pechatz. qeu am e no sui amatz. totz temps ai faigz plagz e ditz. 3o per qeu soi gent acuillitz.
Adomredieu qeir solatz. per qieu sia enamoratz. qen aitai hora fui natz cane non puec amar em patz. 35 e piai mi car sui issitz. de la terra on fui noiritz 4.
Amor mi lais dieus trobar. on ia non puesca fiar. e can eu la tenrai car. 40 el penz de mi enguanar. cadonc mi tene per garitz. cant me ment tot cant me ditz.
1 Nel cod. era scritto : basrit\. La correzione è, come sempre, di Piero di Simon del Nero.
2 Ms. qe mil me uet\, con me cancellato.
3 Nel ms. è scritto : faillit^, con /espunto e s soprascritto.
4 Ms. noirrits{ col primo r cancellato dal correttore.
— 77 —
Assatz a acaualguar. qi autran cuia trobar. 40 caissi col cels clau la mar. non pot hom gai re trobar. qe non sion enguanairitz * als drutz e uas lur maritz.
Totz temps deu amar maritz 2. 5o qi daital amor es guitz.
Eu sui daital amor guitz. don serai tart seignoritz.
44. E MARCHABRUS.
Bel mes cant son li trug madur. e reuerdeio li gaim. e il auzel per lo temps escur. baisso de lor uotz lo refrim. 5 tant redopto la tenebror e mos coratges senanza 3. qieu chant per ioi de fin amor, e uei ma bona speranza.
Fals amie 4 amador tafur " 10 baisson amor e leuol crim.
e nous cuietz camors peiur.
catrestan ual con fetz al prim.
totz temps fo de fina color.
et anc se duna sembianza. i5 nuls om non sap de sa ualor.
la fin ni la comensanza.
1 -uà- ritoccato.
'-' Ms. marrit\ col secondo r cancellato.
1 II primo n è ritoccato ; cavato anzi da u.
* e aggiunto dal correttore.
5 tafur ricavato da tafir.
-7«-
Oui noi sis i creza fol agur. sol dieus mi gart de reuolim. qen aitai amor mauentur. 20 on non a engam ni refrim. qestui et inuern e pascor. estau en gran alegranza. et estaria 2 maior. ab un pauc de seguranza.
p. 298^ 25 Ja non creirai qi qe mo iur.
qe ius 3 non eisca de rasim. et hom per amor no meillur. cane un peiurar non auzim. qeu uail lo mais per la meilhor. 3o e pero sim nai doptanza. qe nom aus uariar de paor. daisso don ei ma speranza.
Greu er ia qe fols desnatur.
et afoleiar non reling 35 e loia que nos desmezur 4.
e mal arbres de mal noirim.
de mala brancha mala fior.
e frug de mala poissanza.
reuertal mais contrai peior. 40 lai on iois non ha sobranza.
De lamistat destraing atur. falsa del lignatge caym. qe met los sieu a mal aur. car nom tem autra ni blastim. 45 los trais damar ab sa douzor. met lo fol en tal erranza, qel non remanria ab lor. qil donaua tota Manza.
1 II primo s è ritoccato; si direbbe quasi mutato in p; ma la cosa non è certa.
2 Cavato dal correttore da esteria.
3 È del correttore : ma non è chiaro : o uis o ius, perchè vi sono due puniolini.
4 Cavato dal correttore da desine^ur.
— 79 —
45. E MARCHABRUS.
Pos liuernz doguan es anatz el douz temps floritz es uengutz de moutas guizas pels plaissatz. aug lo refrim * dauzels menutz. 5 li prat uert eil uergier espes. man si fag ab ioi esbaudir. per qem soi de chant entremes.
Totz lo segles es encombratz. per un albre qei es nascutz. io autz e granz brancutz e foilhatz. et a merauilha cregutz. e a si tot lo mon perpres. qe uas neguna part 2 nom uir no uei dels 3 rams dos o tres.
i5 Empero aissi es leuatz.
e uas totas partz espandutz.
qe lai doutrals portz es passatz.
en franza em peitau uengutz.
qeu sai qel es en tal defes. 20 e die uer segon mon albir.
e tenra sa uerdor ja 4 es.
E per zo ses enraigatz 5. car greu sera mais abatutz. qe la razitz 6 es maluestatz 7. 25 per qe iouens cofondutz 8.
1 Pare cavato da resrim dal correttore.
2 La parole in corsivo sono state aggiunte sul rigo; e a sono cavati da era.
3 / è del correttore.
4 ja cavato da ia.
r' 8 aggiunto dal correttore.
6 cavato da rai{U!{ dal correttore.
7 malueuestat^, con il secondo uè cancellato. ? conf. con « cancellato dal correttore.
— 8o —
e tornas en tal contra pes. per cels qel degro mantener, qe tan non cridon qeus lades.
p. 299J Merauil me de potestatz.
3o on na tanz iouens encanutz l
comtes e reis e amiratz.
e princeps ab larbre pendutz
mas lo latz 2 es escarcedatz.
qe lo fa si lo qol 3 flaqir. 35 cus non esperaua mai ges.
Jouens fora bautz apellatz. ma ara es si recrezutz. qe ia mais non er tant onratz. per qe iois li sia rendutz. 40 cauoleza la si eonqis.
cane despois non pec erebir. pos parti de lui dreitz 4 ni fes.
Lonc temps a qe no fo donars. sai entrels baros mentagutz. 45 faiditz es e loing issilhatz 5. en lai on el es remasutz e marcabrus mandail per me salutz. e noi calgra ia tan fugir. qe ia mai non sai sera pres.
5o Non puesc sofrir cals melliratz 6 non digua los forfaigz saubutz non sei la cals auctoritatz. lor demonstra qe sion drutz
1 La prima n è agg. dal correttore. E còmtes è cavato da comtres.
2 t è del correttore. a / ricavata da r.
4 Ritoccato dal correttore.
5 isti- è ritoccato. L' 1 di lai è del correttore. * Nel ras. melluirat% con u cancellato.
— 81 —
serti blan fan del aze cortes. 55 cab son segnor cuiet burdir. car lo ui trepar ab sos ches.
E daitals son enraiguatz. los fols els fals els deseubutz. per los acrupitz penchenatz. 60 qe totz demandon salutz. e demandon aqo per ces cane nuls francs hom non dee sofrir. caitals guastaus fumos tengues.
46. MARCHABRAUS.
Liuerns uai el temps saizina. e teuet * deioil 2 boisso e par la flors en la spina, don sesiauzon lauzelo. 5 cuia 3 deuenon damor gai. cus qecs uas 4 sa par satrai. hoc segon plazen sa corina.
Lo freig fraing e la bruina 6 contra la gentil sazo io per el plais e per la gaudi na. aug del chant la contezo. ai si met de trobar em piai e dirai damor con uai. hoc sim uueil e con reuolina.
p. 3oo] i5 Amars uai et ataina.
tric ab coratge frico. duna uoluntat conina
1 Ms. tener, con r espunto e / soprascritto
- ioti cavato da iol dal correttore.
: Ms. cuia, ovvero ai ia.
4 a ritoccato dal correttore.
* ui ritoccati dal correttore.
— 82 —
qe scnpren del fuec felo l ai non es nuls hom ses 2 chai 20 daueras o per essai.
hoc non lais del pel en la razina.
So cembel mon cor traina, de son agag al brico. cab sospirar lenraina. 25 entrebrescat 3 hoc ab no
ai muen talan blanc bru e bai.
ab sa si fai non farai
hoc fai al fol maigrir leschina.
Bon amors porta meizina. 3o per guerir son compaignio.
amar los senz disciplina.
els met a perdi ciò.
ai tan can lauers dura fai.
al fol semblan damor ai hoc 35 e cant lauers fail 4 camina.
Domna no sap damor fina cama girbaut 5 dinz maio, mas sa uoluntat mastina. con fai lebreu 6 ab gozo. 40 ai daqi nassoil rie sauai. cus non fa 7 condug ni piai, hoc si con marcabraus declina.
Lou douz està en la cozina. e tocal foc al tuzo. 45 ' e beu la fum 8 de lazina.
1 felon, con n cancellata dal correttore.
2 Pare mutato dal correttore in sei. 8 -cat è aggiunta posteriore.
4 / è dovuta al correttore.
5 Ms. gairbaut, con una correzione.
6 -u- è correzione seriore. Nel cod. è scritto ir esp.
7 fa è dovuto al correttore.
8 / cavato da s.
- 83 —
de si donz na bonailhfo.
ai eu sai coni soiorn e iai.
e part lo gra el delai.
hoc hoc so l segnor engirbaudina.
5o Qui bon amor a uezina.
ni uiu de sa liurazo.
honors2 e ualors ladina.
e pretz senes ochaio.
ai talan si al dig uerai. 55 e noil cai auer esmai.
hoc del trutbulurut 3 naiglina.
Jamai no farai pleuina. eu per la tropa 4 neblo car sentensa folatina 60 mante contra razo.
ai queu die e diz e 5 dirai.
qescas es et amor brai.
hoc e qi blasma amor bozina.
47. MARCHABRUS.
Nel mes can sesclarzis londa
[Edita in Studj di jìlol. rom., cit. p. 427. — Str. VII : chassdomda è sicuro, con il primo d aggiunto sul rigo dal correttore.]
48. MARCHABRUS.
Al prim comenz del iueruailh 6. can plouon del bosch li glandus.
1 -e so sono aggiunti dal correttore.
2 -no- è a^iunta seriore.
3 La seconda / è del correttore.
4 p ricavato da b.
5 e cavato da o.
1 Cavato da mernailh dal correttore.
- 84 -
uueil con sesgailh. de proeza qe noti tressailh. 5 e qe nesti amanoitz 1.
aissi cotti seral temps herbutz.
Ladoncs qecs auols hom se plaing. can uel temps e las palutz. contrai regaing. io qels auile met en bargain. qen estiu non es uestitz pot anar duna peilla nutz.
Aqist fan semblan a taing. al ser cai sen plen e pagutz. i5 apres lo uin.
e lor uiene souel matin. auz iural seutos acropitz cane tan lagz temps non son ueutz
Joues homes de bel semblan. 20 uà per mal uestir deseubutz. qe uan 2 guaban s dizo mil esais ancoguan. farem cant lo temps er fluritz4 mas lai rema lo gaps el brugz.
25 Sii an lusatge del gozo.
qe ditz cant sera a la lutz.
saia 5 maio.
pueis cant es lai qui len somo.
non er escoutatz ni auzitz. 3o anc per lui non fo dolatz futz.
1 " agg. sul rigo ; il secondo a cavato da o dal correttore.
2 -n aggiunto sui rigo dal correttore. * -n aggiunto sul rigo dal correttore. 4 Cavato da fairit^.
-r> Corretto da sarà, con r espunto.
85 -
3o2 Moilleratz li meillor del mon.
foratz mas chascus uos faitz drutz. qe uos confo;: l e son acaminat li coing. 35 per qes iouenz afrobauditz. e uos en apelon cornutz.
Pos uei qe dambas las partz nom bauzatz per lausengiers becutz. an pur ensemps. 40 mas mai non puesc la met 2 del fems 3. qen la sima en la raitz. uei cauoleza coeclutz.
Lo pretz del bo 4 e del barat 5. dauas on que sia uengutz. 45 an moillerat.
et ieu ei lor o autreiat. per zo car ies iois iauzitz daqels e donar mantengutz.
Car tort adreis uan desus. 5o per iouenz qes clama uencutz. lo mais el plus, a penas a de qes gratus. capei a uestit dauol critz. de mil de bos que na agutz.
55 Pozestatz non pot esser pros. si non sap guerir dun sanglot. o duna tos. li orfanel uan guarannos.
1 iMs. confos con s cancellato. Il segno di abbreviazione è del correttore.
2 Ms. lamer, con r espunto e t sul rigo.
8 Ms. feins, con in esp. e m sul rigo, di mano, come sempre, del correttore. Anche / è ritoccato.
* bo cavato da be dal correttore.
6 Nel cod. bamt, con m espunta e )\i sul rigo.
— 86 —
segon zo qe marchabrus ditz. 60 trian los granz mest los menutz.
En castela eri portegal.
uoil trametre * aqestas salutz 2.
mas dieus los sai 3
e ten barselona atretal.
65
en eis la ualor son perdutz.
En gascognha sai uas orsaut 5.
me dison qnen creis un 6
torobaresc 7 se soi perdutz.
49. MARCHABRUS
Emperaire per mi mezeis. sai tant uostra proeza creis. nom soi ies tarzatz del uenir. qe iois uos pais e prez uos creis 5 e iouenz uostre bald e freis. qeu sa 8 uostra ualor techir.
Pos lo fils de dieu uos 9 somon. qel ue/iges del ling 10 farahon. be uos en deuetz esbaudir. io contrals portz faillion li baron.
1 e corretto su -a.
2 Cavato da falut^ dal correttore. 8 Ricavato da fai.
4 Non c'è segno, nel ms., della mancanza di questo verso.
5 s cavato da /dal correttore.
6 Manca una parola {petite IK) e non c'è segno nessuno nel ms.
7 -se del correttore.
8 Ms. fa con /esp. e s soprascritto.
9 Ms. nos, con n esp. e u soprascritto.
10 II ms. aveva limg prima dell' intervento del correttore.
- 87
li plus de condug e de don. e ia 1 dieus nols en laus iauzir.
Mas en cels de lai es remas. a uos despagna e del uas. i5 en deuetz ben lafan sofrir. els sarrazis tornatz atras e de laut orgueil foruenir e dieus er ab uos al 2 fenir.
p. 3o3] Als amorauis faitz ;J conort
20 per las poestatz doutral port 4. can pres una tela ordir, darap e de mieia es de tort. e ditz cadaus cassa mort se farà de sa part deuestir.
25 Mas de lai nan blasme li rie.
carne 5 lo soiorn e labric.
mol iazer e suau dormir.
e no sai 6 segon lo prezic.
conqwerrem de dieu per afic 7. 3o lonor e lauer el merir.
Trop se uan entrels cobeitan. aicels qe uergognha non an. es cuian ab lauar cobrir. et eu die lor segon semblan. 35 quei cap derier els pes dauan 8. los coue del palais issir.
1 Ms. la con / esp. e i soprascritto dal correttore.
2 al agg. di mano del correttore. 8 / cavato da s.
4 o di outra cavato da a. 6 L'm è sottosegnata.
6 sai ha V s sottosegnata.
7 Ms. asic con s esp. e / sul rigo, di mano del correttore.
* 11 primo a è del correttore,, scritto sopra una lettera cancellata.
— 88 —
Per pauc marchabrus non trassailih, de iouen can per auer fail. e cel qe plus la mal cuillir 40 can uenra al premier badailh. e mil marcs non dari un ailh. sii si l farà la mortz pudir.
Ab la ualor de portegual. e del rei nauar 2 attretal. 45 ab sol qe barsalonas uir 8. ues toleta lemperial segur podrem cridar reial e paiana gent desconrìr.
Si no fosson tan gran li riu 5o als amorauis fols esqius
e pogran 4 lor o ben pleuir 6. e satendo lo rechaliu. de chastela segnhoriu cordoailh farem maigrezir.
55 Mas franza peitau e beiriu. aclina un sol segnhoriu. uengua sai dieu son fìeu seruir. qieu no sai per qe princeps mu- sa dieu non uè son fieu seruir.
50. MARCHABRUS.
Assatz mes bel del temps essug. can la douz gem e la fons brug..
1 sii si cavati da sai i dal correttore.
2 Cavato da uaual dal correttore.
3 Cavato da iur. Anche -ar- è ritoccato.
4 0 corretto su a.
6 Cavato da bem pleiur dal correttore.
89
e son li prat reuerdezit *. pezam 2 de iouent can sen fug 5 capenas troba qil couit.
Ben son enganador destrug. can lus pecatz a lautre dug. el fuec del magline esperit. qe fa dir del enfan son cug. io mieus es digtz cel que la noirit.
3o5 *] Sauis es qi lo fuec destreing 3.
qestia 4 grat saber lui non reing qe pos lo fuecs aura euazit son ardimen ca del se glercg i5 tart remanra senes mal crit.
Moillerat segon lendeueing. qeus es auenir uos senseing. mas si man espaorit cusqecs na son coratge feing. 20 no mes egual grazit.
A con fo tan tìer ni esqiu. qestraing qezes en autrui uiu. mas aras sen son^esbaudit. si qel camin descubertiu. 25 nau asegurat 5 e pleuit.
Qui mentendra sieu die be. qaram menbra de qem soue. du 6 uollpilatge e dun ardit
* Si rispettano, per comodità del ricercatore, gli sbagli di numerazione del ma- noscritto.
1 -/ corr. su r dal correttore. 1 Cavato da pe\ain dal correttore. tr sono sottosegnati dal correttore.
* -/- è scritto dal correttore sopra un r. 1 -ur- è del correttore.
' u sottolineato dal correttore.
_ y0 —
qei agut pos fui pros anc se. 3o et anqaras non ma l giquit.
De sola paor ci fag fre. qe maiorment auta 2 fag me plus fort dun caual arabit. e se lagues dautra re. 35 mos ardimens magr enriquit.
Mon uolpillatge tene tan car. qel mesegnha de cui mi gar. de gran fol e defan petit, e deg me tres uetz docrinar 3 40 mon afar 4 anz qe si auzit 5.
51. MARCHABRUS.
Per laura freida qe guida, liuern qes tan ples diror. lauzel cus non brai ni crida, sotz fueilla ni per uerdor. 5 car estieus a bel aizida. mesclon lor ioia certana.
Non aug chant ni retentida. ni no uei brondel ab fior, e pero si ai auzida. io una estragnha 6 clamor, de ioi qes plaing ses ufana. cui maluestatz disciplina.
1 ma pare corretto (ma è cosa incerta) in na.
2 -/- è scritto dal correttore sopra un r.
8 Nel cod. doctinar ; r è dovuto al correttore ed è scritto sul rigo.
4 afar aggiunto sul rigo dal correttore.
5 -t ritoccato dal correttore.
6 Cavato dal correttore da estraghna.
— 9* —
Proeza es 1 fortbaudida. e so maluais li meillor. i5 Ione temps auran consentida. els maritz lor desonor. als acrupitz lenguas planas. torbador damistat fina.
Entre donnas es fugida 2 20 uergoignha e no sai or. las plus an eoa furbida e mes lo segle en error. mas lor semenca frairina gieta maluas frug can grana.
p. 3o6] 25 Drudeian 3 es tressallida.
e creis prima segnor eil moilleiat 4 lant 5 sazida e sos fag donneiador. tam bel mes can uns sen uana 3o com de chi cant prist farina.
Tant co marchabrus ac uida. uns non ac ab lui amor, aicella genz descauzida. qe so maluatz donador. 35 mas sazo dauol doctrina per franze e per uiana.
Nanfos ab paz 6 segurana. que tengua ualors ladina.
1 Cavato da el dal correttore.
2 Segue un s che pare cancellato dal correttore.
8 Ms. Draderam con r esp. e i soprascritto dal correttore. Così m è stata mutata in n dallo stesso correttore.
4 Ms. moillerat con r esp. e i soprascritto.
5 Pare cavato dal correttore da cant.
9 a è ritoccato.
92
52. MARCHABRUS.
Pos la fueilla reuirola. qe uei entrels sims cazer. qel uenz deromp e degola, qe nos pot mai sostener. 5 mai pretz lo freig temporali l. qe lestiu plein de grondilh. don nais - putia et enueia.
Lauselz e la rossignola torno lur chant en chazer. io sii sai 3 gais e lauriola don liuerns fai son plazer. et orgueils tornen 4 chanau. per garzos ples de grondilh. quen estiu 5 contradeuteia.
i5 Serps ni graissanz qe samola.
nom fai espauen ni mau.
moscha ni taos qe uola
escarauat ni bertau.
aqest maluaz uolatilh. 20 no sab 6 bruir 7 ni oler
dons francs iuerns nos nereja 8.
Jes nafilatz bec daissola. non pert son luec al fogau anz porta pie e massola.
1 -o- agg. sul rigo dal correttore. Così V i di freig-.
2 nais corretto su mais.
3 Ms. fai, con / esp. e s scritto dal correttore sul rigo.
4 n aggiunto dal correttore sul rigo, dopo aver cancellato un'abbreviazione su -e.
5 Cavato da estui dal correttore.
6 b è del correttore.
7 -r agg. dal correttore.
8 ; cavato da i.
93 -
25 don son gran li doi nian. cest tol si donz al[_iazer la dolor del penchenilh. pel femeniu don sobreia.
Sestrai del miels la briola. 3o plen al matin et al ser.
e sobre faire faissola.
car pot la eoa mouer.
cest fai la nueg son iornau.
don issira un bel filh. 35 per qel sobersegnoria.
Chaen leuan trabaillona l. Uai lo segles e no men chau, Aissi com la figa^guola 2 Pueia 3 mont e chai auau.
p. 307] 53. MARCHABRUS.
El son desuiat chantaire. veirei si puesc 4 un uers faire. De fals amistat menuda. Caissi len pren e refuda. 5 Pues sai 5 uent e lai merchada G E morrei se nom nesclaire 7.
Cest amors sap engan faire ab enguan s ses aigua raire.
1 Ms. trabaissona con ss esp. e // scritti sul ri^o.
1 Cavato dal correttore da figa en goula.
■■ (Lavato da puera dal correttore.
4 Cavato da puosc dal correttore.
1 Ms. fai con /espunto e s soprascritto dal correttore.
* -er- del correttore.
7 Ms. mesclaire con m mutato in n dal correttore.
8 Cavato dal corr. da engaun.
94 —
pueis ca/i laias 1 sen remuda, io e quer autrui cui saluda. a cui es douz e priuada. tan qel fols deue muzaire.
Non puesc donnas trobar gaire. qe blanch amistatz noi uaire i5 a prezent o a saubuda. no i a uergonha perduda. si qe la meins afrontada. na laissat cazer un caire.
Moillerat per saint alaire 20 son duna foudat cofraire qentrels es guerra moguda. tals qe cornutz fa cornuda. el cogotz copatz 2 copaire pueis es la eoa de braire.
25 Tals cug esser ben guardaire.
de la soa e de lautrui laire.
catretal es deuenguda.
daicel de 3 fai qe la cuia.
si lus auisa lautre bada. 3o e eu 4 son del dig pechaire.
De nient son chastiaire 5 e de foudat sermonaire car pos la flames nascuda. del fol drut e de la druda 6. 35 sei fols at per la brazada.
non son mais meue 7 ni laire.
1 Ms. canlaras, con r esp. e i soprascritta.
2 II p sembra tagliato dal correttore.
8 Ms. le con / esp. e d soprascritto dal correttore.
4 e agg. dal correttore.
5 Parola ritoccata dai correttore.
6 Cavato da bruda dal correttore.
7 Ms. mene, con n esp. e u (o ci) soprascritto.
- 95 -
Tan con bos iouenz son paire. del segle e fin 1 amor maire, fon 2 proeza manteguda. 40 a selat et a saubuda 3. mas atas fan auillada 4 due e rei et emperaire.
Qieu soi fatz esproaire defendens enqw/staire 5 45 e uei con iouenz se cuda. per qe amors es perduda e de ioi deserecada 8 e con amors es en jaire 7.
Lamors on eu soi miraire. 5o nasqet en un gentil aire, ei luec on ilh es creguda es claus de rama branchuda. e de chaut e de gelada. qestraingz no len puesca traire.
p. 3o8 55 Dezirat per deziraire
a nom qin uol amor traire.
54. MARCHABRUS.
Per sauil teng senz doptanza. cel qe de mon chant deuina. zo qe chascus motz declina, si con la razos despleia. 5 qeu mezeis son en erranza desclarzir paraula oscura.
1 / cavato da s dal correttore.
- < lavato da son.
8 Cavato da faubuda.
* Il primo / gg. sul rigo dal correttore.
1 Cavato da enqistraire dal correttore.
G -e- sottolineato.
7 / cavato d;i i.
96 -
Trobador ab sen denfanza mouon als pros ataina. e torno en disciplina, io zo qe ueritatz autreia.
e fan lo motz per esmanza entrebrescatz de frachura K
E meton en un eganza, fals amor contr amor fina i5 qeu die qe damar saizina 2. ab si meteisme guerreia. capres la borza uoianza. fai fols captenenza bruna 3.
Per zo port ira e pezanza. 20 cauz dir ala gent tafura. camors enzana e traina, celui a cui amars reneia mento que lor benananza 4 es ioi sufrirs e mesura.
25 Auats pareils sa mostranza 5.
sen doas 6 partz non camina.
pos bon amors nes uezina.
ab dos dezirs dun enueia.
ab segurana fìanza. 3o blancha cara uera e pura.
E amor a signifianza 7. de maraede o de sardina, e de ioi cuna razina
1 u agg. sul rigo dal correttore.
~* Il primo i sul rigo agg. dal correttore.
■* n sottosegnato.
4 II secondo an agg. sul rigo dal correttore.
5 Cavato da monlransa dal correttore.
6 a ritoccato dal correttore.
7 Ms. signi [fi%an$a, con il primo ; cancellato.
— 97 —
cab ueritat segnoreia.
35 e sa poestat sobranza
sobre mouta criatura.
Segon fag dig e sembianza, a de ueraia corina, car se promezes pleuina. 40 ab sol qel dos no sordeia. e qi uas leis non senanza. porta nom de folatura.
Sermonars ni prezicanza. non ual un ou de galina. 45 ues celui diz qe feria L folia e de cueir correia 2. qeu sai samaws 3 e samawza ca moutz es fals e tafura4.
Fols pos tot cant au romanza 5o non sec razo mas bozina. car samors uiu de rapina, autrei camors samoreia. e qe costanz es costanza, e fals usatges dreitura.
p. 3oq' 55 A la fenida balanza.
daqest uers e reuolina sobruna chichen chauina. cui maluatz astres ombreia. crub fola cuida bobansa. 60 ses fag de bonauentura.
La cuida per qel bobanza. li sia malauentura.
1 Cavato da fereia.
8 Ms. corteia con / esp. e r soprascritto dal correttore. * II segno di abbreviazione di n è del correttore. 4 II primo a è ritoccato.
IO
98
55. MARCHABRAUS.
Dire uos puesc senz doptanza. daqest uers la comensansa. eil mot son de uera sembianza, escoutatz qi de proesa balansa. sembianza fa dels maluatz.
Jouenz fraing e failh e briza. et amors eis l de sa guiza. de totz cessals a ses priza. escoutatz pos chascus na a sa guiza ben greu ner oimais deutatz.
Brus mare 2 lo fils marcabruna. fo engenratz en tal luna, qe sap damor con degruna es. et anc no 8 amec neguna i5 ni dautra non fon 4 amalz.
E cuiatz qieu non conosca damor ses orba 5 o losca sos digz aplamg e arosca es. e poing plus suau qe mosca. 20 mas fort greu nes hom sanatz.
Camars es ardide 6 auza un entrabescada cauza. piena dorgoil e de nauza es. qi la mante non repauza. 25 si soen noil getals 7 datz.
1 i agg. sul rigo dal correttore.
u Ms. mart, con t espunto e e soprascritto dal correttore.
8 Ms. non, con -n cancellato.
4 n sottosegnato.
5 Cavato da obra dal correttore.
6 -di- agg. sul rigo dal correttore.
7 -Is del correttore su rs, forse.
— 99 —
Greu sera mais amors vera, pos del mei tria la cera, e sap si maniar la pera, es. ca uos sera chanz de lera. 3o si la coal rotjatz.
Ab diable sa coata. qi ab fals amor 1 barata, noil - cai cautra uerial bata. es. no sen plus qe cel qes grata 33 tro qe ses uius escorjatz.
Ost ni tempesta ni guerra. no fai tan gran mal en terra con fals amors can desserra es. e si us ve mort en la bera 40 ia sos oils non er moillatz.
Amors a usatge degua. qe tot iorn uol com 8 la segua, e lasaill de leguen 4 legua es. e ia nous enqerra tregua 45 es deius o disnatz.
Amars es de tan mal aui. mil homew so mort a glaui. anc 5 no uim tan bo gramazi es. qe tot nesci del plus saui 5o noi fassa sii 6 ten al latz.
3ioj Amars pren sa penedenza.
e cuja 7 far estenenza, adone reuiu e comenza.
1 Ms. -mort con t cancellato.
2 Cavato da uoil dal correttore.
3 Cavato da con dal correttore.
4 -n agg. dal corr., che ha cancellato il segno d'abbreviazione sull' e precedente. 1 e agg. dal correttore.
6 sii ritoccato dal correttore.
7 ; cavato da i dal correttore.
— 100 —
es. uciaireus sera 1 qe genza. 55 seus es ab leis airatz.
Sane fo amors plana drecha. ar es eia torta e brecha. et acuillit aitai decha. es. lai on 2 non pot mordre lecha 60 plus arrezamen que chatz.
Amors uai com la belluja 8. qes eoa tan en la suja 4. art lo fust 5 e la festuia. es. pueis non sap uas qal part fina6. 65 des qel fuecs es abrazatz.
Dirai uos damor don tigna, de sai chanta e de lai ligna 7. uos a parlar celui cigna. es. plus sera dretta que ligna8. 70 cant eu serai sos priuatz.
Sane fo amors car comprada. ar es en uiltat 9 tornada. tota uergogna passada. es. cai 10 penre ses es laissada. 75 desera uos en gardatz.
cai n penre ses 12 laissada. desera vos en gardatz.
1 sera ritoccato dal correttore.
2 on agg. sul rigo dal correttore. 8 / cavato da i.
* Id., id.
5 Cavato da sust dal correttore.
6 Cavato da fueia.
7 / sottosegnato.
8 Id., id.
9 Cavato da uilitat dal correttore.
10 e sottosegnato.
11 Id., id.
12 -s agg. del correttore.
— 101 —
56. MARCHABRUS.
Lautrer joscuna ' sebissa. trobei tozeta faitissa. de ioi e de sen masissa. si con fìllja 2 de uilaina 3. 5 chap e gonel e pellissa. viest e camiza 4 traslissa. sotlars e caussas de laina.
A lei uinc per la chalmissa. bela fiz mieu res fanissa. io dol ai car lo fregz vos 5 frissa. segner son ditz la vilaina merce dieu e ma noirissa 6. pauc o prez sii uenz merissa. calegre tan soi e sana.
i5 Bella fiz mieu douce 7 pia.
destortz me soi de la uia.
per far ab uos compagnia
cane aitals toza 8 vilaina 9.
non dee ses pareil paria. 20 gardar aitanta bestia.
e nai tal terra soldaina l0.
1 Ritoccato dal correttore.
2 Cavato da Jilia dal correttore. 8 Cavato da vilania.
4 ^ cavato dal correttore da ss.
5 s cavato dal correttore da /.
6 II primo i inserto dal correttore.
7 u aggiunto sul rigo dal correttore.
8 Cavato da ro^a dal correttore.
■ Cavato da uilania dal correttore. 10 Cavato da sosdaina.
IO 2
Don fctz ella l qi qem sia. ben conosc sen o folia. la uostra pareillaria. 25 segner som ditz la vilania. lai on sostai si festia. car tals la cuiden 2 bailia. tener non a mas lufaina.
Bella per lo mieu ueiaire. 3o caualers fo vostre paire.
qeu engenrec 3 en la maire 4.
car fon corteza vilaina 5.
on plus vos gart mes bellaire.
et ieu per lo ioi mesclaire. 35 sim fossetz un pauc umana.
Don tot mo ling e mon aire, vei reuertir 6 e retrai re al vezo.ig et al traire. segner som diz la vilaina 7. 40 qe tals si fai caualgaire. qe deuri atretal faire. los seis iorns en la setmana.
1 1] Bella fìz mieu gentils fada.
vos taizonec cant fos nada. 45 fina beutat esmerada. e uos corteza vilaina 8. e seriaus ben doblada ab sol una tropellada. mi sobra e vos sotraina 9.
1 // ritoccati.
■ -n cavato da -m.
s e cavato da t dal correttore.
4 Cavato dal correttore da marai.
5 Cavato da vilania dal correttore.
6 II segno di abbreviazione di er è del correttore, che ha cancellato un s dinanzi a t.
7 Cavato da vilania dal correttore.
8 Cavato da vilania dal correttore.
9 r sottosei'nato.
io3 -
5o Segner tan mauetz lauzada.
que totaw soi enoiada*.
pos em pretz mauetz leuada.
segner som ditz la vilaina.
per so mauretz per soudada. 55 al partir bada fols bada
en 1 la muza meliaina.
Toz 2 estraing cor e saluatge. a domes hom s per usatge. ben conosc al trespassatge. 60 daital tozeta uilaina.
pot hom far rie companjatge 4. ab amistat de paratge. se lus lautre non engana.
Don 5 om cuiatz de folatge. 65 viure plui e prò {; met gatge 7. segner som diz la vilaina. mais ieu per un pauc dintratge. non uoil ies 8 mon pieuzelatge. chamjar 9 per nom de putana.
70 Bella tota criatura.
reuert eissa natura.
pareillar pareillatura.
deuem e uos vilaina.
a lombra Ione la pastura. 75 car plus nestaretz segura
per far pareilla dousaina.
1 Ms. '/'en, con T cancellato, e questo verso incominciava la strofe seguente. Il correttore l'ha riferito giustamente con un richiamo alla precedente.
2 T inserito dal correttore.
:; Il correttore ha fatto un segno dinanzi ad h (forse / ?) e ha cancellato un et.
4 j cavato da 1.
5 Cavato da I)om dal correttore.
8 11 correttore ha mutato il segno di abbreviazione di per In quello di pr<>.
7 / inserto sul rigo dal correttore.
1 ret, con r esp. e i scritto sul rigo.
8 / cavato da 1.
— 1 04 —
Don hoc mas segon drechura. en tal fols sa folutara cortes cortez aucntwra 80 el vilas ab sa vilaina
qen tal luec fa senz frachura K don 2 om non garda mezura. so ditz la genz cristiana.
Toz anc de vostra figura 85 non vi una plus tafura en tota gent Christiana.
Don lo chauetz nos aura, qe tal bada la penchura cautre nespera la maina.
57. MARCABRUS.
Dirai uos e mon latin, daizo queu vei e qeu vi. non cuig qel segles dur gaire. segon que scriptura di. 5 qera fail lo fils al paire. el pairal fil autressi.
p. 3i2| Desuiatz de son carni,
jouens se torna decli. e donars qera sos fraire. io vai sen fugen a tapi.
qanc den costanz lengignaire. iois ni iouenz non naissi.
1 u agg. sul rigo dal correttore.
2 Cavato da dom dal correttore.
— io5 —
Souen de pan e de vi noiris rics hom mal vezi. i5 per cel requitz de malaire. es segurs de mal mati. si non ment lo gazanaire. dont lo reprochers issi.
Quera eisson dui poilhi. 20 bel burdent 1 ab saura cri
pois van voluen de blanc ros vaire.
e fan semblan azeni
iois e iouenz son trichaire
e maluestatz eis daiqui.
25 Moliners ditz al moli.
qi ben lia ben desìi.
el uilaz ditz tras laraire.
bos frugz eis de bon iardi.
et auols fils dauols maire. 3o e dauol caual ronci.
Moilleratz ab sen cabri, a tal paratz lo coissi. per qel cons * esdeue laire e tal ditz mos 3 fils meri. 35 qe anc re noi ac 4 faire. gardatz ses ben badoi 5.
Re nom i] ual sels en chasti. qadcs retornan aiqi e pueis nuls non uei estraire. 40 marchabrus daqel trahi.
Cavato dal correttore da brudent.
n cavato da m dal correttore.
-s cavato da -n dal correttore.
-e aggiunto sul rigo.
p ritoccato dal correttore.
-m agg. sul rigo dal correttore.
— 1 06 —
an lo tondres contrai raire. moillerat del ioc coni.
Lo 1 tondres an contrai raire moillerat del ioc coni.
ARGOMENTO DE REIMONZ MIRAUAL
En raimonz de miraual si fo uns paubres caualers de carcases qe non auia mas la qarta par del caste! 2 de miraual, et en aqel Castel non estauon. LX. homes mas per lo seu beu trobar e per lo seu beu dire e qar el saup 3 plus damor e de dompnei e de totz los faitz auinenz e de totz los ditz plazens qe corren entramador et amairitz si fo molt honratz e tengutz en car per lo conte de toloza qel clamaua audeiartz et el lui el coms li daua los cauals e las armas els draps qe besoing li auian et era segner de lui e de son aberc e segner del rei peire daragon e del uescomte de beders e den bertran de saissac e de totz los granz baros daqella encontrada 4 e non era nulla granz ualens domna en totas aqelas encontradas qe non dezires e non se penes qel entendes en ella o qe li uolgues ben 5 per domestegessa car el las sabia plus onrar e far grazir qe nuls autrom per qe neguna non crczia estre prezada sei no fos sos amics raimonz de miraual e maintas dompnas entendet e fes maintas bonas chanzos e non crezat mais 6 qel de neguna agues ben endreit damor e totas lenganerent 7.
3i3] 58. REIMONZ DE MIRAUAL
Ben magradal bel temps desti u. e dels auzels magradal chanz.
1 L ritoccata dal correttore.
- Ms. del carcases Castel. La parola carcases è cancellata.
3 Ms. saup ha il p sul rigo, scritto dal correttore.
4 Ms. encontradas, con -s cancellata del correttore. r> ben aggiunto sul rigo dal correttore.
,! -s di mais corretto su altra lettera dal correttore. 7 -er- ritoccato dal correttore.
- io7 —
e fueilla magrada els * verianz 2. e il prat uert mi son agradiu. 5 e uos dompna magradatz mil aitanz. et agradam cam fatz vostres comanz. mas vos non platz qe rem 3 degnatz grazir. maus agrada car me muer de dezir.
Per un dezir donam reuiu. io qi mes de totz de totz 4 dezirs plus granz.
qeu dezir qel rics ben estanz.
vostre cors 6 deziran maziu.
qel meu dezirs ses totz enianz.
no me laisses au dezirer aucir. i5 car deziran deu hom damor iauzir.
Tot iauzir dautramor esqiu. mas de uos a iauzir menanz. qieu iu 6 los bes e sec los danz. de uos qim faitz iauzen 7 pensili. 20 tan fui jauzenz per uos qe mils afanz. nom tol iauzir qel vostre bel sembla/zz. mi iauzis tan que cel iour qeus remir. non puesc ses iaug estar vas on 8 qem uir.
Mas alqes an virat mon briu. 25 lauzemer iuidls 9 amanz.
e uiran 10 las dompnas prezanz. e maing gaug uiran n en chaitiu
1 agradelg, con un a. tra dee, agg. dal correttore.
- Ms. vexian^ corretto, come sempre, dal nostro Piero del Nero.
3 L'ultima gamba di m è del correttore.
* de tot^ è realmente ripetuto nel ms.
8 Nel ms. vostre cors è ripetuto e cancellato la seconda volta. " Ms. iau, con a espunto e u cavato da ic dal correttore.
7 -!{- cavato da s dal correttore. ■ -n è del correttore.
9 Nel ms. miols espunto. Sopra il correttore ha scritto iuidls con una croce, forse per indicare ch'egli medesimo non intendeva la parola che sostituiva.
10 uiran cavato da iuran dal